Fonti israeliane: la missione di Amos Jelad al Cairo è fallita e Hamas rifiuta di legare la tregua e l’apertura dei passaggi alla liberazione del detenuto Jelad Shalit.

Gaza

La radio dell’esercito di occupazione israeliano ha riportato da fonti della sicurezza israeliana che la missione del capo del gruppo della sicurezza politica “Amos Jelad” al Cairo ha fallito ed Israele guarda con preoccupazione alle risposte di Hamas alle condizioni israeliane per la tregua.

La radio ha detto che Jelad è rientrato a Tel Aviv dopo una visita al Cairo di poche ore durante il quale ha incontrato il ministro egiziano Sulaiman, ha informato il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il ministro della difesa Barak che Hamas insiste a non collegare la tregua con la questione di Shalit e rifiuta qualsiasi blocco del suo armamento e addestramento nella Striscia di Gaza.

La radio ha chiarito che Jelad ha rinnovato all’Egitto la richiesta per impedire il contrabbando degli armi lungo la via di Salah-Iddin “Filadelfia” a Rafah, sud della Striscia di Gaza.

La radio ha detto che Sulaiman ha chiesto a Israele e a Hamas di ammorbidire le loro posizioni, e due si sono concordati per rivedersi di seguito.

Una fonte egiziana ben informata ha descritto la risposta israeliana ai chiarimenti di Hamas sulla tregua non decisiva, e ha aggiunto che Amos Jelad non ha presentato un programma temporale per la tregua ne per togliere l’assedio, e ha promesso di rispondere a questi due punti quando ritornerà dal suo governo.

Dalla sua parte, il dirigente di Hamas, Jamal Abu Hashem ha detto che l’Egitto guarda alla tregua come inizio per raggiungere una soluzione politica al conflitto israelo – palestinese accanto al tentativo di concludere le trattative di scambio dei detenuti che comprende il soldato Jelad Shalit.

Abu Hashem ha sottolineato con forza che nel caso fallisce il raggiungimento della tregua adotteremo altre scelte politiche e di altro tipo per togliere l’assedio imposto su Gaza.

L’ex ambasciatore egiziano presso Israele, Mohammad al-Basiuni, ha detto che “l’Egitto ha informato l’inviato israeliano delle riserve di Hamas sulla risposta israeliana, riassunta nella necessità di avere un programma temporale per togliere l’assedio, e avere più informazioni sulle modalità di funzionamento graduale dei passaggi, e il senso del periodo di prova”, e ha chiarito che “Hamas vuole un tetto temporale preciso per togliere l’assedio, in aggiunta al suo rifiuto di collegare la tregua alla questione della liberazione del soldato israeliano, Jelad Shalit, sequestrato a Gaza”.

E per quanto riguarda il funzionamento del valico di Rafah, ha detto “il funzionamento del valico dipende all’accordo dei passaggi firmato a giugno 2005, e Israele è attaccata a questa condizioni, mentre Hamas non è d’accordo”. E per quanto riguarda quanto viene detto dell’intenzione di Israele di eseguire una larga operazione militare nella Striscia di Gaza, ha detto che “l’idea c’è sempre, ma io la allontano attualmente,perché la situazione interna in Israele non supporta questo passo, non hanno il coraggio di farlo perché prevedono grande perdite che la situazione interna israeliana attuale non supporterà, e anche il proseguimento degli sforzi per la tregua impedisce Israele di fare questo passo”, e ha indicato che i contatti sono continui, e l’Egitto si sta sforzando con tutte le parti sia palestinesi che israeliane per avvicinare i punto di vista per raggiungere un accordo per la tregua e togliere l’asfissiante assedio imposto sul popolo palestinese nella Striscia di Gaza.

 

 

 

 

 

 

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