Abbas: ‘Un anno fa ho impedito lo scoppio di una terza Intifada’

Il presidente Mahmoud Abbas, in un’intervista pubblicata martedì, ha confessato di aver fermato lo scoppio di una ‘terza Intifada’ durante l’ultima aggressione a Gaza.

Parlando al “Wall Street Journal”, egli ha anche detto che non permetterà mai una cosa simile fintantoché rimarrà nell’esercizio delle sue funzioni.

”Non permetterò mai una nuova Intifada… non permetterò a nessuno di scatenarla finché sarò al mio posto. Mai, mai. Ma se me ne andrò, non sarò più responsabile, quindi non potrò più garantire nulla”.

”Quel che prometto faccio. Ed è quello che ho fatto durante l’aggressione a Gaza: ognuno mi chiedeva di far scoppiare una ‘terza Intifada’, ma ho impedito a chiunque di farlo”.

Nella stessa intervista, Abbas ha inoltre negato che la CIA stia lavorando a stretto contatto con l’Anp, le cui forze di sicurezza torturano i detenuti [di Hamas, ndr].

La questione era riemersa martedì in un articolo del “Guardian”, il quale riportava che, secondo fonti ufficiali occidentali, pare che la CIA svolga un’opera di supervisione di due strutture dell’Anp, la Preventive Security Organization (PSO) ed il General Intelligence Service (GI).

”Non abbiamo affatto relazioni con la CIA, ma solo col Dipartimento di Stato, il quale c’invia alcuni suoi uomini per l’addestramento e la ricostruzione dell’apparato di sicurezza palestinese”, ha affermato Abbas.

“Certo, abbiamo addestratori statunitensi, non lo neghiamo. Ma anche la Russia, la Francia, la Giordania ed altri molti Paesi ci aiutano in questo campo. E Dayton [il coordinatore per la sicurezza inviato dagli Usa, ndr] ha formato una squadra con elementi di vari Paesi. Quindi gli Usa ci forniscono solo addestramento”.

Il “Guardian” ha inoltre riferito che esponenti dell’Anp affermano che tra i 400 e i 500 detenuti di Hamas si trovano nelle mani delle Forze di sicurezza di Abbas. Alcuni di loro, anche nel corso del 2009, sono deceduti.

fonte: Maan

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