Abu Abir annuncia l'ingresso delle Brigate nelle forze di sicurezza palestinesi.

Mohammad Abdel A’al “Abu Abir”, portavoce delle Brigate Salah Ad-Din, l’ala militare dei comitati di resistenza popolare, ha confermato al ministero degli Interni di aver accettato di far parte delle forze di sicurezza palestinesi formate dal ministro Said Syiam.

 

In un comunicato stampa pubblicato oggi, Abu Abir ha dichiarato che cinquecento su tremila membri delle forze di sicurezza sono delle Brigate Salah Ad-Din.

 

Abu Abir ha spiegato che “questa forza sarà composta dai combattenti della resistenza palestinese di quasi tutte le fazioni, e sarà di supporto alla polizia palestinese, ma non sarà l’alternativa ad alcun organo di sicurezza, né forza-ombra, come invece sostengono gli altri. In caso di attacco alla polizia o associazione palestinese, risponderà direttamente agli ordini del ministro degli Interni”.

 

E ha sottolineato che "esistono tanti punti in comune tra le Brigate della resistenza e i fratelli del ministero degli Interni: la protezione della sicurezza palestinese, la vita dei cittadini e la loro difesa, la fine dell’insicurezza e del possesso incontrollato delle armi". Ha aggiunto che gli appartenenti alla forza "saranno sempre pronti a difendere il nostro popolo e la loro patria, e a cacciare il nemico e i suoi collaboratori dai Territori occupati".

 

Abu Abir ha poi mandato un messaggio a chi sostiene che l’arma della resistenza è illegale: “siete voi che non avete legalità. Il popolo palestinese ha scelto un governo che ha legittimato la resistenza come unica soluzione, e la migliore, per liberare i Territori palestinesi occupati”.

 

Governo legittimo

 

Dall’altro lato, Abu Abir ha precisato che il governo palestinese è legittimo e merita che il popolo gli offra tutta la fedeltà e l’appoggio. Ha sottolineato l’importanza di sostenere il governo per affrontare le difficoltà e le pressioni interne ed esterne: “Il governo ha vinto con il suo programma, il suo pensiero e il suo attaccamento alla legittima resistenza, che è diventata la ‘signora della piazza palestinese’. Dobbiamo allora attenerci alle sue decisioni".

 

Ha sottolineato che "non permetterà di considerare i palestinesi come degli stupidi, come coloro, cioè, che hanno portato la fame e la distruzione a se stessi scegliendo questo governo che non vuole riconoscere l’entità sionista". Infine ha giudicato le pressioni americane, europee e israeliane e il taglio degli aiuti al popolo palestinese "un comportamento iniquo che intende punire la popolazione per la sua scelta libera, e spingere il governo a cedere su ciò che non sarà mai accettato dal suo popolo". 

 

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