Abu Mazen e Dahlan sono 'quisling', collaborazionisti.

E’ notizia acclamata da tempo che il presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), riceve armamenti e denaro sia dagli Usa sia da Israele per addestrare le proprie milizie.
Al proposito, pubblichiamo due commenti di Susanne Scheidt.
Che tra i palestinesi ci siano i quisling (termine usato usato per definire tutti i capi dei governi collaborazionisti con i nazisti, ndr), è un fatto. Abu Mazen e Mohammad Dahlan sono quisling. I due sono arrivati nella Striscia di Gaza grazie agli Accordi di Oslo (1993) e la susseguente creazione dell’Autorità Palestinese (1994). Sotto la protezione di questi Accordi, la CIA ha aperto un ufficio nella Striscia di Gaza nel 1995 ed è iniziata la carriera del duetto Mazen e Dahlan. Entrambi, arrivati dalla Tunisia con niente in tasca, si sono fatti milionari (in termini di dollari) – l’uno con un monopolio sui materiali edili, l’altro grazie alla sua collaborazione stretta con il Mossad e la CIA. Oggi, Mohammad Dahlan possiede uno dei torri che caratterizzano la skyline di Dubai.
 
Mohammad Dahlan possiede anche la cittadinanza israeliana. Comanda le "Forze di Sicurezza Presidenziale" e le "Forze di Sicurezza Preventiva" nella Striscia di Gaza, interamente finanziate dagli USA ed organizzate in collaborazione con Mossad e "advisor" USA. Il ricatto esercitato nei confronti della popolazione occupata della Palestina, è dovuto unicamente alla intenzione di Hamas (e non solo) di costituire una forza di polizia che faccia capo al Ministero degli Interni, come in un paese normale. E’ per questo che i governi dell’Unione Europea, gli USA ed Israele collaborano per distruggere Hamas, a costo di genocidio per fame e malattie del popolo palestinese.
 
Avendo detto quello che ho detto, ti puoi immaginare da che parte stia questa lista. Io, personalmente, invito tutti a considerare Abu Mazen e Mohammad Dahlan un pericolo molto maggiore per i palestinesi che non il governo d’Israele. Finché questi elementi rimangano presenti in Palestina, lavoreranno per la disintegrazione della nazione palestinese (intanto, loro hanno le ville ed i conti in banca altrove).
 
Ad opporrsi a tale stato di cose non vi è solo Hamas, vi sono anche altre organizzazioni e partiti, ad esempio, il "mio" – il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Ma sia chiaro che soltanto una grande alleanza politica, di cui oggi, così come stanno le cose, Hamas è la forza trainante, riuscirà a tenere testa alla politica genocidiaria, di cui Abu Mazen e Mohammad Dahlan e le loro "forze di sicurezza" sono una colonna portante.
 
Susanne 
 
Le "Forze di Sicurezza Preventiva" comandate da Mohammad Dahlan, sono in realtà, una milizia, mercenari finanziati dagli USA (con contributi di
Israele e dall’EU). Il nucleo di questa milizia era stato formato dai
collaborazionisti che durante la prima Intifdah, si erano dovuti rifugiare
in Israele, dove vivevano accampati a 50 mila in un proprio campo di
detenzione, su territorio demaniale di Umm al-Fahm, nel nord di Israele.

Israele (ed i suoi alleati USA e EU) avevano spinto per gli Accordi di Oslo
perché durante la prima Intifada, la resistenza palestinese era riuscita a
liberare tutti i Territori Occupati dai collaborazionisti e dagli
agenti-spie d’Israele, annullando così, il margine operativo delle forze
armate d’occupazione per condurre azioni destabilizzanti nei Territori
Occupati.

Grazie agli Accordi di Oslo, i collaborazionisti sono stati ricollocati
nelle "forze di sicurezza" palestinesi e da allora, il margine operativo
delle forze israeliane all’interno della società palestinese occupata, si è
ricostituito e, grazie all’ingresso della CIA nella Striscia di Gaza 1995,
si è enormemente allargato. E’ da allora che ogni qualvolta gli israeliani
si trovano con le spalle al muro, sul piano politico e diplomatico, che
riescono a fare scattare un attentato spettacolare contro anonimi civili
israeliani, prontamente attribuito a "terroristi palestinesi" e molto utile
per voltare la situazione a favore di Israele.

Quando Hamas ha vinto le elezioni nel gennaio 2006, si sono di nuovo acceso
le luci rosse nella Casa Bianca, a Tel Aviv ed a Bruxelles: Hamas voleva
abolire la rete delle milizie che erano diventate le "forze di sicurezza
palestinesi", tra l’altro gonfiate a 10 volte l’effettivo fabbisogno per
mantenere l’ordine pubblico, per costituire una forza di polizia controllata
dal Ministero degli Interni e della quale il governo avrebbe potuto
rispondere. Delle attuali milizie, l’Autorità Palestinese non è in grado di
rispondere. Ma essendo le "Forze di Sicurezza Preventiva" di Mohammad Dahlan
state concepite a mantenute come strumento di Israele e dell’Occidente per
controllare la società palestinese occupata, hanno subito fatto quadrato
attorno a Fatah-Abu Mazen, che loro dovrebbe garantire la disponibilità di
tale strumento.

Purtroppo, le nostre associazioni pro-palestinesi non si occupano di questo
problema, che a mio avviso, è il problema centrale. Parlano del confronto
Hamas-Fatah come se si trattasse di qualcosa di ideologico, addirittura di
tipo "stato islamico" contro "stato democratico laico" e simili sciocchezze.
Mi ricordo che perfino la Luisa Morgantini aveva frainteso la lotta di Hamas
per una campagna ideologica contro lo stato laico. Ma per chi riconosce che
il problema centrale della Palestina è l’occupazione militare, deve per
forza occuparsi del grado di copertura e di collaborazione che i dirigenti
di Fatah vi hanno dato – dalla firma degli Accordi di Oslo ai giorni d’oggi.
E deve considerare Hamas sotto l’aspetto della sua capacità di porre fine
all’occupazione militare (partendo dallo smantellamento delle milizie del
Signor Dahlan).

Susanne

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