Abu Mujahed: il soldato israeliano rimarrà nelle nostri mani anche per anni.

Abu Mujahed, portavoce delle Brigate An-Naser Salahuddin, ala militare dei Comitati di Resistenza popolare (CRP), ha confermato che le fazioni di resistenza che tengono sequestrato il soldato israeliano Jilad Shalit sono pronte a trattenerlo anche per anni finché non verranno accolte le loro richieste.

Le dichiarazioni di Abu Mujahed sono giunte durante un’iniziativa organizzata oggi dall’associazione Waed dei Detenuti e dei Prigionieri liberati in occasione della Giornata dei Prigionieri palestinesi, svoltasi nella sala del comune di Khan Yunes.

Il portavoce dei CRP ha dichiarato: “Siate certi che non vi tradiremo, e la nostra determinazione rimarrà solida. Le fazioni che tengono sequestrato il soldato Jilad Shalit, sono irremovibile nelle loro richieste: il nemico prima o poi le accetterà, altrimenti il soldato rimarrà nelle mani della resistenza non solo per mesi, ma se necessario per anni”.

E ha aggiunto: “Qualcuno sostiene che le Brigate di An-Naser Salahuddin, il movimento di Hamas e l’esercito dell’Islam hanno rinunciato alle loro richieste, ma noi confermiamo davanti a tutti che non abbiamo rinunciate a niente e che le nostre richieste non sono cambiate”.

E ha sottolineato che “le manipolazioni praticate dai giornali per far apparire che le fazioni che sequestrano il soldato si sono arrese al nemico ha avuto un’eco nei siti elettronici palestinesi. Noi smentiamo tutti questi veleni". 

E per quanto riguarda la discussione sulla lista dei prigionieri da scambiare, consegnata alla delegazione egiziana, Abu Mujahed ha confermato che “non segue misure partitiche o di fazioni, ma solo quelle annunciate: detenuti con condanne lunghe, anziani, donne, malati, e i leadere politici”.

E ha concluso che “il nemico non ha altra scelta che trattare con noi attraverso un mediatore", e ha invitato la resistenza a "pianificare altre operazioni per sequestrare altri militari per scambiarli con detenuti palestinesi".

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