Abu ‘Obayda: i missili Grad scoraggeranno l’occupazione

Gaza – Infopal. Le brigate al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno affermato che l’introduzione dei razzi Grad nel loro arsenale rappresenta “un salto di qualità significativo” nelle capacità delle brigate in particolare, e della Resistenza palestinese in generale, e che l’arrivo dei missili ha avuto un impatto significativo sugli Israeliani, sia a livello politico che a livello di opinione pubblica e di sicurezza.

Abu ‘Obayda, portavoce delle brigate al-Qassam, in un comunicato stampa emanato oggi, ha dichiarato: “Tutti i rapporti dell’intelligence sionista prima della guerra registravano missili dalla gittata massima di 25 chilometri; più avanti, sono rimasti sorpresi dall’apprendere che la nostra gittata ha superato la barriera dei quaranta. Questo progresso si è tradotto in terrore per i sionisti, e per questo la vita in Israele si è bloccata a 60 chilometri dalla Striscia di Gaza”.

Il portavoce ha poi sottolineato come i razzi dimostrino che la Resistenza palestinese possiede mezzi molto più avanzati per rispondere ai crimini israeliani, e che la tenacia, la pazienza e i sacrifici consentono di migliorare la qualità della lotta sul campo contro l'occupazione.

Ha poi fatto notare come la gravità delle devastazioni causate dal nemico e la vastità delle aggressioni criminali abbiano distolto gli occhi dagli sviluppi degli armamenti della Resistenza e dal loro potere dissuasivo. Israele, secondo Abu ‘Obayda, sarebbe in realtà ancora incerta riguardo alla sua posizione nella Striscia di Gaza, e si renderebbe conto di non essere riuscita a realizzare in pieno la propria strategia. Stando alle parole del portavoce, sarebbe questa convinzione a spingere i leader israeliani a non annunciare la propria vittoria nella regione, “perché sanno che i loro obiettivi e le loro aspirazioni sono crollati sulla roccia della fermezza e della resistenza costante”.  

Abu ‘Obayda ha infine dichiarato che, “tirando le somme, eravamo fiduciosi che ciò sarebbe accaduto, anche se non disponevamo di alcun missile di questo tipo. L'obiettivo politico della guerra era stato dichiarato in anticipo dall’occupazione, ed era l'eliminazione della Resistenza e il rovesciamento del sistema politico di Gaza, in quanto contrario al progetto di sottomissione che i sionisti e gli Americani stanno cercando d’imporre. (…) Davanti a noi avevamo una scelta: o resistere con i mezzi che avevamo, oppure sottometterci, fare gli accattoni di qua e di là e dichiarare la sconfitta. La seconda strada era fuori discussione”.

 

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