Accademico: ‘Riconoscere il carattere ebraico di Israele equivale all’espulsione dei palestinesi del ’48’

Nablus – InfoPal. Per Nadim Rouhana, docente di Relazioni Internazionali all'Università di Tufts (Boston), “riconoscere il carattere ebraico dello Stato di Israele equivale, e l'atto si tradurrà, nell'espulsione di massa dei palestinesi che abitano in Israele (Territori occupati nel '48, ndr), esattamete a quanto fu fatto nel 1948”.

Rouhana, anche direttore di “Mada al-Carmel”, Centro per gli studi sociali applicati di Haifa, è intervenuto alla conferenza del Movimento Nazionale palestinese all'Università di Nablus.

“La pretesa israeliana nei confronti dei palestinesi è quella di negare loro in modo assoluto i diritti della collettività. Questo è il trend sul campo che sta conducendo al pericolo maggiore, ovvero all'espulsione di massa dei palestinesi da case e comunità proprie.

“Chiedere ai palestinesi di riconoscere Israele in qualità di Stato ebraico non è un affare interno a Israele perché le conseguenze di simile riconoscimento investiranno i palestinesi e avranno effetti nel lungo periodo. Questo concetto è strettamente collegato alla questione dell'identità storica e nazionale palestinese, all'interno della Palestina e al suo esterno”.

Per Rouhana infine, Israele non si fermerà con questa richiesta. In uno suo articolo dal titolo “Sulla posizione dello Stato ebraico e sul futuro dell'identità nazionale palestinese”, il professore aveva evidenziato proprio questo aspetto: “Questa richiesta sarà posta come il punto di partenza per ogni negoziato con i palestinesi”, aveva osservato.

“Gli israeliani non hanno formulato quest'istanza da un giorno all'altro, ma è l'esito di una strategia ben studiata negli anni dalle istituzioni, dalla politica e dal diritto sin dagli anni '80, da quando la Knesset, il parlamento israeliano, ha presentato una serie di disegni di legge per la proclamazione dell'identità ebraica a svantaggio di quella palestinese”.

(Nella foto: Nadim Rouhana).

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