Accordo Hamas-Fatah: ‘Uno spiraglio di luce sulla strada palestinese’

Gaza – Speciale InfoPal. Non sono mancate scene di riconciliazione tra la gente con abbracci spontanei nella Striscia di Gaza ieri, in seguito all'inaspettata firma dell'intesa per la riconciliazione nazionale annunciata dal Cairo in conferenza stampa dalle leadership di Hamas e Fatah.

I punti salienti dell'accordo. Finalmente, dopo le accuse del passato, quando il regime egiziano di Husni Mubarak veniva di frequente bollato di essere schierato eccessivamente dalla parte di Fatah, ostacolando in tal modo l'intesa, ieri sera, la nuova mediazione egiziana ha messo d'accordo i due principali gruppi politici palestinesi sui punti di maggior attrito che fino ad ora sembravano essere limiti invalicabili.

I leader di Hamas e Fatah hanno tenuto una conferenza stampa dove hanno comunicato l'accordo sulla formazione di un governo di unità tecnico, di un comando congiunto in materia di sicurezza e la creazione di un tribunale con il compito di organizzare e monitorare il processo elettorale qui approvato.

L'entusiasmo popolare. Ieri sera, tutti nei Territori palestinesi occupati hanno seguito con apprensione la conferenza stampa dal Cairo e, per l'ennesima volta, ai palestinesi è sembrato che un sogno potesse realizzarsi.

Nelle ore di maggior attenzione verso le notizie che giungevano dall'Egitto, il nostro corrispondente dalla Striscia di Gaza si è intrattenuto con alcuni cittadini.

Talal al-Baz ha ammesso di non aver creduto inizialmente a quello che stava seguendo in Tv. “Ho pensato si trattasse di una notizia a scopo puramente mediatico. Io spero sinceramente che i leader di entrambi i gruppi possano sedere insieme e che 'Abbas mantenga la promessa di venire qui a Gaza”.

“La riconciliazione avrà un ritorno sul campo”. Molto interessante l'osservazione che Rabab Hammad, funzionario nel settore dell'istruzione ha confidato al nostro corrispondente.
“Credo che l'intesa politica prodotta ai livelli del Cairo si rispecchierà nelle scuole. Le divisioni politiche infatti, hanno avuto un riflesso su gran parte dei nostri studenti, i quali spesso sono entrati in conflitto sulla base delle rispettive affiliazioni politiche. Insomma, le divisioni hanno avuto un impatto devastante sul tessuto sociale, squarciandolo e hanno aggiunto carico alla crisi derivante dall'assedio israeliano su Gaza”.

E rivolgendosi alle istituzioni di governo e a quelle civili, Hammad ha chiesto di collaborare perché i giovani di Gaza possano credere realmente nell'unità nazionale.

L'intesa siglata al Cairo, un successo delle pressioni popolari. Sono in molti a Gaza ad attribuire il successo di ieri alle pressioni esercitate da tutti negli ultimi due mesi – studenti in prima linea – sulle parti politiche. Sono i ragazzi del “Movimento del 15 Marzo” che dalla Striscia di Gaza a Ramallah si sono riversati nelle piazze e si sono ritrovati in presidi permanenti insistendo a chiedere “la fine delle divisioni palestinesi per combattere definitivamente l'occupazione israeliana”.

E' quanto ha precisato al nostro corrispondente Faris as-Surani, uno dei promotori del “Movimento del 15 Marzo”: “Nelle ultime settimane, le pressioni sono cresciute e, qualora il presidente 'Abbas e Khaled Mesha'al finalizzeranno – come atteso, mercoledì prossimo – la riconciliazione nazionale palestinese, il 'Movimento del 15 Marzo' potrebbe sospendere le proprie attività di sensibilizzazione per la fine delle divisioni”.

Quindi, rivolgendosi ai compagni in sciopero della fame a Ramallah, ha chiesto loro di porvi fine e di fare rientro a casa, apprezzandone l'impegno e la costanza.

Le fazioni palestinesi salutano l'intesa del Cairo. Grande soddisfazione tra le fazioni palestinesi. Ribah Muhanna, membro dell'ufficio politico del Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp) ha ringraziato l'Egitto e ne ha apprezzato le modalità di intervento che hanno portato alla firma dell'intesa.

“Sia Fatah sia Hamas si sono resi conto che non esiste altra strada all'infuori della riconciliazione. La realtà parla, infatti, di un'intransigenza israeliana ad oltranza, anche in merito alla stessa riconciliazione inter-palestinese”.

Le fazioni palestinesi dovranno essere presenti al Cairo al momento della firma dell'accordo finale, quando si ufficializzerà la formazione di un governo indipendente e si allestiranno le modalità di svolgimento delle elezioni.

Implicazioni favorevoli. Il Jihad islamico sostiene che l'accordo del Cairo avrà effetti positivi sulla Striscia di Gaza lacerata dalle divisioni politiche e piegata dall'incessante blocco israeliano.

Dalla leadership del Jihad qualcuno ha affermato: “L'Egitto non deve limitarsi a patrocinare la firma, ma deve farsi garante dell'implementazione di intesa e accordo, perché non si assista a un congelamento negli sviluppi, così come è accaduto in passato, ad esempio quando all'accordo della Mecca (2007) fece seguito un costoso spargimento di sangue fratricida tra i palestinesi”.

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