Ahmad Yousef: il riconoscimento di Hamas è in arrivo.

Gaza – Infopal

Ahmad Yousef, consigliere politico del primo ministro Ismail Haniyah, ha dichiarato che il riconoscimento di Hamas e il suo diritto a governare arriverà da tutte le parti: "La realtà imporrà se stessa, perché il movimento ha vinto le elezioni, ha la maggioranza al Consiglio Legislativo e anche il popolo è con lui nonostante l’assedio e l’isolamento".

In dichiarazione alla stampa, Yousef ha detto che numerose ricerche e studi diramati da varie associazioni, dichiarazioni di membri del parlamento britannico e intellettuali occidentali hanno confermato la necessità del dialogo con Hamas e la sospensione del suo isolamento. "Forse gli israeliani hanno un’opinione diversa, e sanno che Gaza è la culla del progetto nazionale palestinese, mentre la Cisgiordania è al servizio del progetto sionista".

E ha definito l’invito dell’ex capo della sicurezza nazionale israeliana a riconoscere Hamas, come "l’interesse israeliano di liberarsi dalle proprie responsabilità a Gaza", e ha aggiunto: "Israele tratta Gaza come se fosse lo Stato palestinese annunciato. Ciò serve a coprire i suoi crimini in Cisgiordania, l’ampliamento delle colonie e il proseguimento della costruzione del Muro che ha annesso ampie aree".

Yousef ha espresso preoccupazione per i piani israeliani, che sfruttano la divisione interna palestinese e approfittano della "stupidità dei signori di Ramallah che tentano di rafforzare tale divisione e di realizzare interessi temporanei".

Per quanto riguarda le continue minacce di invasione della Striscia di Gaza, Yousef ha precisato che difendere la terra, la resistenza e lavorare per porre fine all’occupazione è un diritto, e ha aggiunto: "Queste minacce non ci fanno paura, la Striscia è già occupata, e se Israele vuole ampliare la sua occupazione, noi abbiamo i mezzi per difendere la nostra libertà e la nostra dignità. Non ci arrenderemo. La resistenza rimarrà il modo migliore per proteggere la dignità del popolo palestinese".

Yousef ha precisato che Gaza è parte della nazione palestinese, ma non è lo Stato atteso: "Lavoreremo per unire la Cisgiordania e Gaza". Ha poi espresso la speranza in un intervento arabo e internazionale che riporti la Cisgiordania alla “realtà di questo complotto nascosto, attraverso cui Israele inganna il mondo creando un’entità a Gaza idonea a diventare Stato".

Ha aggiunto che il governo non può fare molto: "E’ assediato e isolato dal mondo, dentro la Striscia di Gaza, la più grande prigione conosciuta nella storia. Il braccio di ferro imposto su Gaza ha tagliato gli aiuti dal governo e i contatti con i paesi arabi e islamici".

Yousef ha parlato anche della presenza araba che non ha offerto alcun avallo al presidente palestinese Abu Mazen, che ha definito "testimone del falso: "E’ necessario unire di nuovo le fila palestinesi" .

Per quanto riguarda un eventuale dialogo tra Fatah e Hamas, ha aggiunto: "Non so quando ciò avverrà. Forse dopo Eid al-Adha (la festa del sacrificio, che inizierà verso il 22 dicembre, ndr), in Egitto o a Gaza. Non è previsto che la divisione continui. Le condizioni attuali sono più adatte che mai al dialogo interpalestinese".

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