Al-Agha lancia l'allarme sulle conseguenze della colonizzazione israeliana in Cisgiordania e a Gerusalemme.

GazaInfopal

Il dott. Mohammad al-Agha, ministro dell’Agricoltura nel governo di Ismail Haniyah, ha lanciato l’allarme sulle conseguenze dell’aggressione coloniale contro la Cisgiordania e Gerusalemme, accusando l’occupazione israeliana, l’amministrazione americana e puntando il dito sul silenzio della comunità internazionale e araba.

Al-Agha ha condannato la confisca di 110 ettari di terreni delle cittadine intorno alla città di Gerusalemme – Abu Dis, Arab as-Sawahra e al-Ezariyah.

E ha chiarito che la politica coloniale israeliana prosegue a pieno regime in Cisgiordania e nella città di Gerusalemme, e ha evidenziato i ripetuti tentativi di isolare la Città Santa dal suo ambiente – collegando la colonia di Maali Adomim alla parte araba di Gerusalemme.

Al-Agha ha confermato che i piani di Israele intendono dividere la Cisgiordania in tante parti separate le une dalle altre – di conseguenza, la parte nord dalla parte sud della Cisgiordania.

E ha aggiunto: "Questa aggressione coloniale contro le nostre città e cittadine palestinesi è davanti agli occhi di quei responsabili palestinesi che hanno scelto gli inutili incontri con i capi dell’occupazione a spese della patria rubata, e continuano a correre dietro le occasioni per "costruire la fiducia e la pace inesistente a vantaggio del governo occupante. Gli israeliani dovranno sapere che nessuno dei loro partner ha il diritto di offrire loro un documento di rinuncia a un palmo della terra palestinese".

Al-Agha ha invitato ad una sollevazione popolare araba e islamica, e di tutti i popoli solidali con la questione palestinese, per esprimere il rifiuto alla politica coloniale israeliana e per premere sui loro capi affinché "tolgano la mano dell’occupazione dal nostro popolo, dalla nostra terra e dai nostri luoghi sacri". 

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