Al-Barghuthi: ‘L’ANP non collabori con gli occupanti! Lo chiede l’intero popolo palestinese’.

Ramallah – Infopal. Mustafa al-Barghuthi, parlamentare e Segretario generale dell'Iniziativa Nazionale Palestinese, ha affermato che mentre si celebra il primo anniversario dell'aggressione a Gaza, “Israele persiste con le sue aggressioni ed i crimini contro il nostro popolo: l'ultimo atto è stata l'esecuzione di tre cittadini a Nablus e di tre lavoratori a Gaza”.

In una conferenza stampa indetta a Ramallah, al-Barghuthi ha detto che “Israele commette crimini di guerra che non distinguono tra un palestinese e l'altro, prendendo piuttosto di mira tutti… infatti gli assassini dei martiri di Nablus e di Beit Hanoun sono gli stessi che hanno assassinato il defunto presidente Yasser Arafat, Shaikh Ahmad Yassin e Abu Ali Mustafa”.

Egli ha spiegato che “dopo quello che è successo a Nablus, gli israeliani hanno dimostrato che non c'è sicurezza né stabilità fintanto che dura l'occupazione; Israele non distingue più tra zone”A”, “B” o “C” della Cisgiordania: tutte queste distinzioni sono prive di significato, perché l'esercito israeliano nei giorni scorsi ha fatto irruzione a Ramallah, Nablus, Tulkarem, Jenin, e Betlemme, dove, alla vigilia di Natale, si è spinto fino alla Basilica della Natività”.

Il deputato palestinese ha poi affermato: “Tutto quel che è accaduto richiede una revisione globale della situazione palestinese e del principio di coordinamento della 'sicurezza', perché questa è la richiesta di tutto il popolo palestinese minacciato nelle sue case, nelle strade, nei luoghi di lavoro”.

Al-Barghuthi ha sottolineato inoltre che “Israele, con la sua aggressione contro la Striscia di Gaza, non è però riuscito a spezzare la volontà del popolo palestinese, così non ha raggiunto i suoi obiettivi grazie alla fermezza e alla resistenza dei palestinesi”. “Ma Israele, questa volta, non è riuscito a nascondere i suoi crimini a Gaza, grazie allo sforzo congiunto dei media palestinesi, della società civile e delle istituzioni dei diritti umani; questa volta Israele non è riuscito ad imporre l'oscuramento mediatico, come accadeva in passato, quando hanno perpetrato i massacri di Sabra e Shatila, di Jenin e di Deir Yasin”.

Al-Barghuthi ha poi rilevato che questo desiderio di verità crescente “è stato coronato dalla pubblicazione della relazione Goldstone, appoggiatosi ad una missione medica composta di membri di sei paesi che hanno esaminato i crimini di guerra israeliani”. “Ma c'è un crimine che non si è mai fermato, ed è il continuo assedio della Striscia di Gaza, che da quarantacinque mesi va avanti sotto il silenzio della 'comunità internazionale'; un crimine di guerra perché distrugge la vita della gente per mancanza di medicinali, prodotti alimentari, materiali da costruzione e acqua potabile”.

Egli ha inoltre ricordato che “nella Striscia di Gaza sono state distrutte 25 mila case, oltre a 352 fabbriche, ma nemmeno un'abitazione danneggiata è stata ricostruita bene a causa del rifiuto di Israele di far entrare materiali da costruzione, costringendone perciò i proprietari a rimanere all'aperto, sotto il freddo pungente dell'inverno”.

Infine, al-Barghuthi ha fatto riferimento alla Conferenza di Sharm al-Shaykh dei 'Paesi donatori', riunitasi nel marzo scorso per la “ricostruzione di Gaza” (senza che sia stato chiesto ad Israele alcun risarcimento per le distruzioni provocate): di tutti i soldi promessi non è arrivato nulla per il semplice fatto che questi Paesi non sono riusciti a costringere Israele a mettere fine all'assedio e a far entrare materiali da costruzione nella Striscia di Gaza.

 

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