Al- Mazeni: ‘Israele si pentirà di aver rinunciato all’accordo sullo scambio dei prigionieri’.

Usamah Al-Mazeni, membro dell’Ufficio politico
del movimento di resistenza islamica Hamas, ha dichiarato che "le forze di occupazione si pentiranno
molto per aver rinunciato alle trattative di scambio per liberare il
soldato sequestrato Gilad Shalit".
Ha sottolineato che la resistenza palestinese aumenterà le richieste relative al numero di detenuti da liberare in qualsiasi trattativa futura.

E ha aggiunto: "Siamo rimasti sorpresi dal fatto che l’occupante israeliano
sia tornato indietro da quanto accettato in precedenza”, confermando
che la parte
israeliana doveva ricevere dai palestinesi i nomi dei prigionieri da liberare nello scambio".

Al-Mazeni ha ricordato che la
rinuncia israeliana è avvenuta grazie alla promessa del deputato del movimento
Al-Fatah, Mohamed Dahlan, di liberare il
soldato Shalit senza pretendere nulla in cambio. 

Ricerca di un miraggio

E ha confermato che gli "sforzi sospetti" di Dahlan "non potranno rivelare il posto dove il soldato è tenuto prigioniero, perché segreto", e ha aggiunto che "tutte le personalità di
spicco che hanno a che fare con la vicenda, non sanno nulla
della prigione di Shalit. Di conseguenza, la corrente
golpista rimarrà a cercare un ‘miraggio’ e non sarà in grado di dare
informazioni utili".

E ha sottolineato che le fazioni che tengono sequestrato Shalit lavorano in
accordo tra loro e si completano a vicenda nei loro ruoli e compiti, aggiungendo: "Noi
tranquillizziamo il nostro popolo che le cose non sono come Israele e
la corrente golpista tentano di presentare".
 

Il piano di “Abrahams”

Per quanto riguarda l’esistenza del piano, riportato dai media, preparato dal consigliere
della sicurezza nazionale americano, Eliot Abrahams, conosciuto per le sue
opinioni sioniste, per far cadere il governo
palestinese, Al-Mazeni ha dichiarato che il movimento di Hamas
considera tutti i disordini e i fatti di delinquenza accaduti da quando è
stato formato il governo palestinese, come parte del suddetto piano. Un piano di destabilizzazione politico-sociale della Palestina, di cui Hamas conosce i dettagli.

Ha spiegato che la situazione palestinese rispecchia le
impronte del progetto preparato dagli americani con il consenso sionista, in collaborazione  con "palestinesi golpisti che lavorano contro il proprio popolo", ma che "Hamas sta lavorando per far fallire questo progetto e per impedire intromissioni israelo-statunitensi volte a rovesciare la legalità e
la democrazia palestinese".

"Nonostante questo, abbiamo accettato
il dialogo in tutte le questioni interne – ha concluso Al-Mazeni -, preferendo proteggere l’unità nazionale, evitare al nostro popolo le divisioni interne e
qualsiasi guerra civile su cui il nemico aveva scommesso da tempo".

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