Al-Zahhar: abbiamo iniziato a creare le forze di sicurezza su base nazionale.

Il dott. Mahmud al-Zahhar, dirigente di spicco del movimento di Hamas, ha confermato l’avvio della creazione delle forze di sicurezza secondo una base nazionale – comprendenti, cioè, tutte le fazioni.
E ha precisato che il suo movimento "non accetterà mai il ritorno di Gaza alla situazione precedente, al ciclo di violenze.

Con questa affermazione, Zahhar ha sottolineato il rifiuto da parte del suo movimento delle condizioni poste dal presidente Mahmoud Abbas per il dialogo con il movimento di Hamas.
In una dichiarazione alla stampa, Az-Zahhar ha comunicato che "se si riattiverà il dialogo tra i  movimenti di Hamas e Fatah sarà anche proposto il programma dei colloqui. La cosa importante è che le forze di sicurezza non siano gestite da traditori e corrotti. Questo gruppo ha sfruttato le forze di sicurezza per interessi personali e per collaborare con il nemico vendendogli informazioni a tutti i livelli".

Per ciò che riguarda la decisione del governo Fayyad di non pagare gli stipendi a migliaia di dipendenti. Al-Zahhar ha dichiarato: "Non spetta a Abu Mazen o a qualsiasi altro privare il popolo palestinese dello stipendio e far guerra attraverso il cibo. Le scelte di Abu Mazen rivelano che non sa più cosa fare".

Per ciò che concerne l’accusa mossa a Hamas, secondo cui il movimento avrebbe denaro sufficiente per tutti i suoi membri per lunghi anni, ha risposto: "Noi non corriamo dietro alle menzogne che vengono raccontate. Coloro che diffondono queste notizie sono bugiardi. Lo prova anche il fatto che i loro servizi hanno collaborato con l’occupazione israeliana contro il nostro popolo, hanno venduto informazioni e raggiunto livelli di bassezza su tutti i fronti".

Az-Zahhar ha sottolineato che il movimento di Hamas rappresenta la maggior parte dei palestinesi, e di conseguenza è responsabile delle famiglie delle vittime.

Contatti di Hamas e (Israele)

Il dirigente di Hamas ha smentito qualsiasi contatto con l’occupazione israeliana per quanto riguarda i valichi e ha sottolineato che si tratta di accuse da parte di chi "si è gettato nelle braccia del nemico".

E ha spiegato cosa accade al passaggio di Karm Abu Salem, a sud di Rafah, da dove entrano le merci: dopo aver svuotato la zona dai palestinesi e averla circondata dai carrarmati, la merce viene scaricata. L’esercito israeliano si ritira, si chiudono le porte, e solo in questo momento i commercianti palestinesi possono andarla a ritirare. Il tutto, senza la mediazione di Hamas.

Il programma della resistenza
Per quanto riguarda il rapporto di Hamas con le altre fazioni della resistenza, Az-Zahhar ha riferito che il movimento incoraggia tutti i programmi e tutti i movimenti, ed è pronto per appoggiarli con ogni mezzo che permetta loro di svolgere le attività.
E ha sottolineato la necessità di distinguere tra le fazioni e i gruppi che rappresentavano un mezzo nelle mani di corrotti o di Israele, oppure per sparare nelle strade e dalle torrette di guardia.

"Non permetteremo le aggressioni"
Per ciò che riguarda la direzione che prenderà il movimento, Az-Zahhar ha confermato che sono state discusse tutte le questioni legate alla patria e al cittadino, sia nel programma amministrativo sia in quello della resistenza, spiegando che "la precedenza è di togliere di mezzo i collaborazionisti, le aggressioni contro le proprietà governative, ridare alla gente quello che le è stato portato via, combattere lo spaccio della droga, raccogliere le armi dalle famiglie".

E per quanto riguarda le armi che Hamas ha preso dalle sedi delle forze di sicurezza, Az-Zahhar ha dichiarato che "servivano per proteggere le frontiere israeliane. Loro sapevano che sarebbero finite in mano a Hamas, per questo non hanno permesso alle forze di Badr di entrare nei territori palestinesi".

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