Alcuni piloti israeliani ‘mancano’ volutamente i bersagli temendo di colpire i civili.

Da www.ilpuroislam.net 

Il londinese “Observer”  afferma che diversi piloti ebrei «mancano» deliberatamente i bersagli perché non si fidano dell’intelligence che ricevono dai loro comandi.
Quei bersagli, identificati dai comandi come installazioni e roccaforti Hezbollah, per i piloti non sono che abitazioni di civili.
Il giornale britannico dà voce a Yonatan Shapiro, un ex pilota di elicotteri d’assalto Blackhawk che dal 2004 è diventato un «refusenik», rifiutandosi di colpire civili.
«Alcuni piloti di F-16 mi hanno detto», riferisce Shapiro, «di aver tirato a fianco dei bersagli temendo che lì ci fosse gente comune, e perché non si fidano più di quelli che forniscono loro le coordinate dei bersagli».
E ha dato un esempio: «Un pilota ha ricevuto l’ordine di colpire una casa su una collinetta, da cui si presumeva gli Hezbollah lanciassero i katyusha. Ma lui ha temuto che ci fossero dei civili nella casa, ed ha sparato di lato».

Meron Rappaport, ex direttore di Haaretz, ha detto: «Un capo squadriglia con cui ho parlato ha ammesso che le informazioni che riceve in volo sono spesso fallaci. Le prove usate per decidere se sparare su automezzi sono spesso ‘circostanziali’, nel senso che se c’è gente nelle aree che le forze israeliane hanno avvertito di evacuare, si assume che questi rimasti siano Hezbollah…ma le organizzazioni umanitarie dicono che molta gente non è partita perché non può, perché è pericoloso viaggiare sulle strade a causa degli attacchi dell’aviazione».

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