An-Nuno: è vicino un accordo di tregua.

Gaza-Infopal. Il portavoce del governo palestinese a Gaza, Taher an-Nuno, nonché membro della delegazione di Hamas al Cairo, ha confermato un avanzamento positivo nelle trattative del Cairo, riferendo che è possibile raggiungere un accordo chiaro con l’occupazione, in merito alla tregua, nei prossimi tre giorni.

An-Nuno, in un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it a Gaza ha ricevuto copia, ha indicato che la delegazione di Hamas al Cairo, guidata dal dott. Musa Abu Marzuq, vicecapo dell’ufficio politico di Hamas, ha incontrato il Ministro egiziano Omar Suleiman. Le due parti hanno discusso le questioni della tregua, del dialogo e della ricostruzione. Le trattative della delegazione al Cairo proseguiranno ancora; gli egiziani contatteranno tutte le fazioni palestinesi per raggiungere un accordo nazionale chiaro intorno alla tregua.

Ha poi aggiunto: “Sono stati superati molti ostacoli che si contrappongono al raggiungimento di questo accordo, in particolare a proposito della cessazione di ogni forma di aggressione da terra, dal mare e dal cielo, dell’apertura dei valichi e dell’ingresso dei prodotti richiesti dalla Striscia di Gaza”.

 

Il Governo apprezza. Da parte sua, il Governo palestinese guidato da Ismail Haniyah ha apprezzato tutti gli sforzi spesi per il dialogo nazionale e per mettere fine alle divisioni interne, invitando a garantire il clima adatto a questo scopo, in primo luogo con la liberazione dei detenuti politici “dalle prigioni dell’Anp di Ramallah”.

In un comunicato stampa seguito alla sua novantasettesima seduta di ieri nella città di Gaza, il Governo ha chiesto “di fermare tutte le pratiche e le manifestazioni che guastano il clima del dialogo, di sospendere la politica del taglio agli stipendi e del licenziamento dei dipendenti e di svuotare le prigioni palestinesi dei detenuti politici”.

Ha quindi confermato la necessità di raggiungere la tregua con l’occupazione israeliana, nell’interesse del popolo palestinese: far rimuovere l’assedio totale, aprire i valichi senza eccezione, accelerare la ricostruzione di quanto distrutto dalla recente aggressione.

Il Governo ritiene che le elezioni israeliane “non cambino nulla negli affari palestinesi”, affermando di non scorgere differenze “tra i partiti sionisti, perché sono tutti contro il diritto dei palestinesi, tutti praticano l’uccisione e il terrorismo contro il nostro popolo”.

 

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