An-Nuno: imporre le condizioni del Quartetto al prossimo governo ostacola il dialogo interpalestinese.

Gaza – Infopal. Il portavoce del governo palestinese eletto, Taher an-Nuno, ha definito il dialogo del Cairo “una buona occasione per raggiungere un accordo che metta fine radicalmente alle divisioni sulla piazza palestinese”.

An-Nuno, in una dichiarazione alla stampa, ha espresso il proprio dispiacere per “i tentativi di Fatah di ostacolare il dialogo attraverso l'imposizione al prossimo governo di coalizione palestinese delle condizioni del Quartetto e dei precedenti impegni assunti dall’OLP”: “Tutto ciò ostacolerà il dialogo – ha spiegato – perché tali condizioni sono inaccettabili. Qual è il legame tra queste e il riconoscimento di Israele con l’accordo nazionale? Invitiamo Fatah a liberarsi dalle agende estere e a lavorare con una volontà libera e nazionale”.

An-Nuno ha poi aggiunto: “Fatah sta cercando di sfuggire all’accordo raggiunto il 26 febbraio in Egitto, che prevede la liberazione dei detenuti politici in Cisgiordania. Non basta liberare qualche decina di prigionieri rinchiusi nelle carceri dell'ANP: si deve chiudere tutto il caso-prigionieri politici, definitivamente”.

Il portavoce del governo ha sottolineato che “il tentativo di sfuggire dalla questione dei detenuti politici crea un clima negativo e ostacola l’avanzamento del dialogo interpalestinese” e che è “ingiustificabile il rifiuto da parte di Fatah di formare un comitato nazionale superiore incaricato di preparare il terreno per rieleggere un nuovo Consiglio nazionale e vigilare sull’applicazione degli accordi”.

La posizione di Hamas. Il portavoce del movimento islamico, Fawzi Barhum, ha reso noto il rifiuto di condizionare il programma del prossimo governo con gli accordi firmati dall’OLP.
In un comunicato stampa, Barhum ha dichiarato: “Questa richiesta è in totale contraddizione con il lavoro delle commissioni, con la natura del dialogo e con i mezzi pacifici per portarlo avanti. Non devono esserci condizioni, dettami, imposizioni di punti di vista: ciò che serve è ascoltare tutte le opinioni e raggiungere risultati comuni”.

La posizione di Fatah. Il capogruppo parlamentare e capo della delegazione di Fatah, Azzam al-Ahmad, ha fatto sapere che il suo movimento rifiuta la proposta di Hamas di ritornare al programma per il governo di unità nazionale concordato nel febbraio del 2007, in quanto “non può contribuire al successo del lavoro del governo transitorio. Nell'esecutivo di unità nazionale ero vice-primo ministro, ma dobbiamo essere sinceri: quel programma non riuscì a sciogliere l’assedio…Noi vogliamo rompere l’assedio imposto sul popolo palestinese e sulle sue forze”.
E ha aggiunto: “Fatah ritiene che l’unica soluzione sia l’impegno del governo di fronte agli obblighi assunti dall’OLP. Non sono importanti i dettagli: abbiamo detto a Hamas che se non vogliamo accettare le condizioni poste dalla comunità internazionale e da qualche forza regionale, non ci sono problemi. Dal punto di vista politico, lasciamo questo ruolo all’OLP e non al governo”.

La posizione dei Comitati di Resistenza popolare. Anche i CRP hanno confermato il rifiuto di impegnare il futuro governo palestinese verso gli obblighi assunti dall’OLP. In un comunicato stampa diffuso ieri sera, Abu Mujahed, portavoce dei CRP e membro della delegazione al Cairo, ha detto: “La Commissione incaricata di formare il governo sta incontrando degli ostacoli riguardanti il programma politico e l'impegno rispetto agli accordi firmati dall’OLP. Tali accordi sono inaccettabili: non è possibile sottomettersi a condizioni esterne, in particolare a quelle del Quartetto. Si potrebbe usare un'altra forma, che afferma di rispettare gli accordi dell’OLP senza però prevederne l'impegno. Potrebbe essere una formula accettabile per sboccare la paralisi attuale”.

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