Anche a Nablus centinaia in sit-in di solidarietà con i prigionieri palestinesi

Di Mohammed Awad

Nablus – InfoPal. Come è avvenuto nella Striscia di Gaza, centinaia di cittadini hanno organizzato un sit-in popolare anche Nablus, di fronte alla sede della Croce Rossa internazionale (Icrc).

Al sit -in  hanno preso parte molti dirigenti palestinesi da diverse organizzazioni, con l'obiettivo di sostenere i connazionali nelle carceri israeliane che da giorni sono impegnati in uno sciopero della fame.

Tra i partecipanti, anche il deputato di Hamas Shaykh Hamid al-Beytawi il quale ha ribadito “la necessità che il mondo sostenga la causa dei prigionieri palestinesi senza rinunce”.

Nel suo discorso al pubblico, Mahmoud Habbash, ministro degli Affari religiosi, ha affermato che “non ci sarà pace con gli occupanti israeliani se non verranno rilasciati i prigionieri. La questione dei detenuti non è soggetta a negoziati.

“Il mondo deve sapere che non ci sarà pace fino a che resterà un solo prigioniero palestinese nelle carceri israeliane”, ha detto Habbash, che ha poi rimarcato “l'importanza di proseguire la lotta”, invitando i palestinesi “a non rinunciare agli aspetti di maggior valore per la causa, nemmeno di fronte alla tirannia dell'occupante”.

La madre del prigioniero Awadallah Ashtiya, presente al sit-in, ha chiesto alla leadership palestinese di sostenere la causa dei prigionieri, di non abbassare la guardia su di essa fino alla loro liberazione.

La donna ha raccontato i numerosi scioperi della fame a cui ha aderito il figlio, detenuto da Israele da più di dieci anni. “Ha scioperato per chiedere il rispetto minimo”.

“La lotta degli stomachi vuoti” è stato intitolato questo sciopero della fame, al quale aderiscono i prigionieri palestinesi in ogni penitenziario israeliano, per chiedere la fine di abusi e maltrattamenti, delle aggressioni, dei divieti di visita, dell'imposizione di multe e quella delle detenzioni in isolamento”.

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