Ancora incursioni ed isolamenti nella prigione di ‘Ashkelon

Ramallah – Palpress. I legali del Ministero palestinese per gli Affari dei Prigionieri hanno dichiarato che Il dipartimento carcerario israeliano continua nell'attuazione di una serie di misure repressive nei confronti dei detenuti i quali, lo scorso mese di aprile, avevano organizzato uno sciopero della fame di tre giorni in denuncia del divieto di visita imposto ai propri familiari.

Il rappresentante de carcere di 'Ashkelon, il prigioniero Sa'id Nasser Abu Hamid in una visita dell'avvocato il dott. Karim Ajwa, ha riferito che l'amministrazione carceraria ha assaltato ed ispezionato con la consueta aggressività prigionieri e celle. Questo in particolare dopo lo sciopero della fame organizzato dai prigionieri lo scorso 27 aprile.

Gli avvocati hanno confermato di aver visto i segni delle irruzioni notturne.

Le autorità carcerarie di Israele hanno disposto l'isolamento di 15 detenuti ed altre misure punitive: il divieto di ricevere visite per altri due mesi, l'imposizione di ingenti multe, il divieto di uscire in spazi aperti al mattino e la minaccia di trasferimento per molti di loro. 

Tra coloro che sono stati puniti con l'isolamento: Haitham Salahiyya, Nader Bahar, 'Emad Hassan, 'Assam Salme, Samir Abu Faed, Mohammed Jabar, 'Ala, 'Eyayda, Mohammed Hassuna, Ayham Al-Jundy, 'Umran Al-Khatib, 'Abd Al-Rahman Hassan.

Il prigioniero Mohammed Ramadan di Gaza, che doveva essere rilasciato il 22 marzo 2010 invece è ancora in carcere e ha rivelato di essere stato minacciato di deportazione verso l'Egitto.

Tra le denuncie che i prigionieri intendono far pervenire all'esterno delle prigioni vi è anzitutto la decisione del tribunale israeliano, una proposta della Knesset (Parlamento israeliano) di inasprire le misure sui prigionieri: vietare loro di proseguire gli studi in carcere, restrizioni sulle ore di svago e l'imposizione di un'uniforme di color arancione.  

A conclusione dell'incontro, Abu Hamid ha riferito agli avvocati che, data la gravità delle violazione israeliane, i prigionieri non cadranno nel silenzio.

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