Anp sostituta d’Israele: repressa una manifestazione a Betlemme.

Betlemme – Pic. Le milizie di Abbas hanno represso giovedì una manifestazione organizzata a Betlemme (Cisgiordania) contro l'apertura della sinagoga in rovina a pochi metri dalla moschea di al-Aqsa, nella Gerusalemme occupata.

Fonti locali riferiscono che un folto gruppo di uomini della sicurezza dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha fatto uso di manganelli e minacciato di utilizzare proiettili da guerra contro i partecipanti al corteo.

Le forze dell'ordine non hanno permesso ai dimostranti di raggiungere la moschea Bilal Ibn Rabah, anch'essa oggetto delle mire d'Israele, che l'ha inserita recentemente nella sua lista dei patrimoni culturali.

Non è la prima volta che le milizie di Abbas ostacolano i palestinesi intenti a manifestare contro i crimini dell'occupazione israeliana.

Intanto, nella stessa giornata di giovedì, l'al-Bayan Media Centre riporta che l'Anp a Ramallah ha stabiito d'impedire l'inizio di una nuova Intifada contro l'occupazione israeliana in Cisgiordania.

Il centro ha anche riportato che gli uomini di Abbas hanno arrestato diversi palestinesi (tutti tra i 16 e i 22 anni) che partecipavano alle proteste, imponendo loro di giurare di non prendere più parte ad alcuna manifestazione in cambio del loro rilascio.

Testimonianze di diversi abitanti della Cisgiordania rivelano inoltre che altri giovani hanno ricevuto mandati di comparizione per essere interrogati nei centri dell'Anp a Nablus, Hebron, Tulkarem e Qalqilya.

I mandati non hanno risparmiato alcuni imam, che hanno incoraggiato i fedeli a sostenere i gerusalemiti contro gli abusi dell'occupazione.

Le milizie di Abbas li hanno oltretutto avvertiti di non rispondere alla richiesta da parte dell'Unione internazionale degli studiosi musulmani di proclamare ufficialmentte il venerdì “Giornata della rabbia” per la difesa della moschea al-Aqsa a Gerusalemme.

Gli ufficiali della sicurezza israeliana, dal canto loro, si sono dichiarati soddisfatti dell'impegno delle forze di Abbas a prevenire lo scoppio di una nuova Intifada, come ha riportato una radio israeliana.

 

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