Antimilitaristi israeliani: Refusnik tour.

Antimilitaristi israeliani 

Refusnik Tour

 

Senza eserciti nessuna guerra tra popoli

 

Più di 700 case demolite, 400 check point militari, 700 km di muro divisorio, 10.580 detenuti palestinesi nelle carceri israeliane di cui circa 400 bambini e ragazzi, più di 4.000 palestinesi assassinati dalle forze armate Israeliane. In questo agghiacciante contesto alcuni giovani israeliani resistono e si ribellano a chi continua a fomentare questa pulizia etnica. Rifiutano di prestare il servizio militare e lottano a fianco dei palestinesi. Ci confronteremo con due di loro:

 

Incontro pubblico con Omri e Lior

Due giovani israeliani renitenti alla leva

 

Genova

Domenica 18 Febbraio 2007, ore 18:00

Biblioteca Libertaria F. Ferrer, p.za Embriaci 5/13

 

Giovedì 22 Febbraio 2007, ore 17:00

Aula Magna del polo, facoltà di lettere,

via delle fontane

Dichiarazione di rifiuto
di Omri Evron (*)
Tel Aviv 12 Ottobre 2006

Io, Omri Evron, rifiuto di servire nell’esercito perché intendo restare fedele ai principi morali in cui credo.
Il mio rifiuto di arruolarmi è un atto di protesta contro l’occupazione militare protratta del popolo palestinese, un occupazione che approfondisce e fortifica l’odio e il terrore fra i popoli.
Mi oppongo alla partecipazione alla guerra crudele per il controllo dei territori occupati, una guerra condotta per proteggere le colonie israeliane e per mantenere l’ideologia della “Grande Israele”.

Rifiuto di servire un’ideologia che non riconosce il diritto di tutte le nazioni all’indipendenza e alla coesistenza pacifica.

Non sono preparato a contribuire in alcun modo all’oppressione sistematica di una popolazione civile e alla privazione dei suoi diritti, così come essa viene effettuata dal regime dell’apartheid e dalle truppe israeliane nei territori occupati. Sono sdegnato per l’incarcerazione di milioni di persone dietro muri e checkpoint, e per la fame che ne consegue. Mi rifiuto di arruolarmi perché non credo che la violenza sia una soluzione e che la guerra porti la pace.

Mi rifiuto di servire le industrie degli armamenti, le aziende globali, gli avidi appaltatori, i predicatori di razzismo e i cinici leader la cui attività è volta all’incremento della sofferenza, e che deprivano le persone dei loro diritti umani basilari.
Il mio rifiuto serva a portare l’attenzione sul fatto che non tutti sono pronti a farsi indottrinare e cooptare per cause nazionaliste e razziste. Con questo atto voglio esprimere la mia solidarietà con tutti i prigionieri per la libertà in tutto il mondo.

Mi rifiuto di credere alle bugie diffuse allo scopo di indurre divisioni e antagonismi fra i lavoratori delle due parti così che essi non possano allearsi nella lotta per i loro diritti. Vorrei che il mio rifiuto sia un messaggio di pace e di solidarietà e un appello a coloro che uccidono e sono pronti a farsi uccidere per interessi che non sono i loro, a deporre le armi e a unirsi nella lotta per un mondo più giusto.

Sebbene sia conscio che questo atto costituisce una violazione delle leggi israeliane, mi sento tenuto a mantenere i miei valori democratici, umanistici ed egualitari. Il governo militare di milioni di Palestinesi non è democratico. È mio dovere
oppormi a qualunque legge che renda possibile privare altri dei loro diritti e della libertà, o trattarli con tale violenza da negare la loro umanità fondamentale.

*Rifiuto di uccidere! Rifiuto di opprimere! Rifiuto di occupare!*

*Dichiaro la mia lealtà alla pace e rifiuto di servire la guerra e l’occupazione!*

Omri Evron

 

(*) Omri Evron è un giovane israeliano che si è rifiutato di servire nei territori occupati palestinesi e che ora sta scontando 14 giorni di carcere militare in isolamento

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