Appello dell’Ucoii a sostegno della popolazione palestinese.

Riceviamo dall’Ucoii, Unione delle Comunità e Organizzazioni islamiche in Italia e pubblichiamo.
 
COMUNICATO STAMPA

La fiducia negli uomini e nelle donne liberi; la fiducia nell’Uomo, nella giustizia; la fiducia che ognuno, a suo modo, religioso o laico, dichiara nell’eguaglianza dei diritti e dei doveri di tutta l’umanità – bianchi, neri, ricchi e poveri -, è ciò che ci spinge  a scrivere quanto segue…

Cari italiani e italiane,

Stiamo assistendo da giorni ad una massiccia offensiva militare che colpisce indiscriminatamente il popolo palestinese, le sue donne e i suoi bambini, le sue già misere risorse economiche e le sue deboli infrastrutture, condannando anziani e malati ad una lenta agonia.

Vi dice niente Marzabotto? Vi dicono niente le Fosse Ardeatine? E altre stragi della storia del Novecento? E altri terribili episodi che hanno in comune la repressione, la rappresaglia di una forza militare aggressiva, occupante terre non sue con una reazione criminale, violenta e spropositata? Che tutto il mondo, a distanza di 60 anni, continua a condannare, additandone sempre esecutori e responsabili morali.

Tuttavia, nonostante la brutalità, in queste rappresaglie non s’era mai vista una distruzione così totale di case, scuole, ponti, centrali elettriche; un indiscriminato e indisturbato uso degli arresti (e sequestri) di massa di cittadini, politici e amministratori; una politica di massacri di intere famiglie e di bambini innocenti…come quelle che sta portando avanti Israele nei confronti della Palestina.

Sì, signori, stanno cancellando la Palestina dalle carte geografiche, dai rapporti politici, sportivi, giornalistici.  

Vi forniamo alcuni dati della pulizia etnica contro il popolo palestinese: dall’inizio della seconda Intifada (Al-Aqsa), il 28 settembre 2000, le forze di occupazione israeliane hanno assassinato 951 bambini palestinesi. Il numero di bambini feriti è arrivato a 18.811. Dal 1° maggio a fine giugno 2006, i bambini palestinesi uccisi a Gaza sono stati 12, 117 quelli feriti 4.000 bambini palestinesi sono stati arrestati dall’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa a oggi, 400 sono attualmente detenuti nelle carceri israeliane. Nel primo trimestre del 2006 i militari israeliani ne hanno arrestati 350. Sono 110 le donne detenute in condizioni disumane nelle carceri israeliane. Il totale dei palestinesi, arrestati dal 1967 a oggi, ammonta a 650.000. 40.000 dall’inizio della seconda Intifada. Attualmente sono in carcere 9.400 persone. Dopo i recenti bombardamenti israeliani contro Gaza, 200.000 famiglie palestinesi sono senza luce; 80.000 bambini sono a rischio di disagio psichico e iniziano a manifestare sintomi da sindromi da stress post-traumatico reiterato (I dati sono tratti dal sito di informazione quotidiana www.infopal.it)

Tutto ciò in totale dispregio dei minimi presupposti di legalità internazionale, favorendo una progressiva pratica di genocidio e trasformando di fatto Gaza in un lager a cielo aperto.

Ci chiediamo: dove sono i ministri liberi che solidarizzano con i loro colleghi palestinesi arrestati da un esercito d’occupazione? Dove sono i parlamentari liberi che si indignano per ciò che accade ai loro colleghi palestinesi? Dov’è la pietà religiosa? Quella civile?

Cari italiani e italiane,

è facile condannare i tiranni una volta che sono stati sconfitti e scacciati. Ma i veri uomini e le vere donne sono coloro che si sono distinti come giusti nei momenti difficili.

Cari amici,

Israele e altri stanno facendo morire di fame il popolo palestinese: niente industria, niente commercio, i campi agricoli vengono confiscati, bruciati, distrutti…

Ricordatevi: non si tratta solo di oggi. E’ una strategia che continua da anni, che assedia, opprime, uccide, affama. Non è una “reazione” al sequestro del soldato israeliano, come affermano ingiustamente giornali e politici. E’, appunto, una strategia studiata e applicata con precisione.

Lo scopo: creare la Grande Israele, un sogno sionista accarezzato sin dall’inizio. Di conseguenza, i palestinesi devono emigrare, le loro case e i loro territori devono essere occupati. La Palestina deve essere cancellata.

Denunciamo apertamente la scandalosa parzialità dei mezzi informativi i quali contribuiscono a dare una visione scorretta e incompleta circa quanto sta avvenendo in Medioriente, con vistose lacune ed ingiustificabili censure.

Chiediamo che vengano applicate le risoluzioni dell’ONU riguardanti la Palestina. Quanti interventi internazionali hanno luogo a nome dell’ONU, e perché nessuna a favore dei palestinesi?

Chiediamo l’intervento delle forze di interposizione internazionali per separare le due parti e per difendere la popolazione palestinese.

Invitiamo i rappresentanti del Governo italiano, i parlamentari della maggioranza e dell’opposizione e gli esponenti delle più alte cariche istituzionali affinché possano adoperarsi e intervenire adeguatamente per porre fine a tale inaccettabile violenza unilaterale.  

Ci appelliamo alle comunità dei musulmani in Italia e a tutte le altre comunità di credenti, alle componenti religiose, laiche, sociali ed umanitarie ed a tutto l’universo associativo nazionale affinché sia possibile promuovere in tempi rapidi iniziative di mobilitazione democratica e di sostegno al popolo palestinese, finalizzate all’immediata cessazione delle violenze ed al ripristino delle minime ed accettabili condizioni di vivibilità per le popolazioni civili.

Invitiamo  tutti i centri islamici a far vivere la causa palestinese tramite sit-in, manifestazioni, convegni e quant’altro serva al martoriato e oppresso popolo palestinese.

Roma, 07.07.2006    Il Consiglio di Amministrazione dell’ U.C.O.I.I.

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