Ash-Sha'er chiede la liberazione del soldato israeliano.

Dal nostro corrispondente.

Naser Ash-Sha’er, vice primo ministro palestinese, ha chiesto ai sequestratori del soldato israeliano di trattarlo bene e di liberarlo subito, sottolineando che l’autorità nazionale palestinese ha ricevuto numerose comunicazioni da diversi capi di stato.

Durante una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della presidenza, At-Tayeb Abderrahim, ha spiegato che ci sono contatti e coordinamento continuo tra il governo e la presidenza e le diverse forze e fazioni palestinesi, in aggiunta a quelli regionali e internazionali, per uscire da questa crisi.

Per quanto riguarda il rapporto tra l’operazione militare che ha portato al sequestro del soldato israeliano e il dialogo interno in corso, Ash-Sha’er ha dichiarato che il governo è convinto che l’attacco palestinese sia una reazione alle provocazioni giornaliere da parte israeliana, e ha invitato i sequestratori a salvare la vita del militare.

“Stiamo chiedendo di effettuare le operazioni necessarie per uscire da questa crisi. Stiamo facendo il possibile per proteggere la vita del soldato, perché è importante per eliminare il pretesto della crisi. Se il soldato non torna sano e salvo, la situazione sarà più difficile e minaccerà la stabilità dell’area”.

Da parte sua, At-Tayeb Abderrahim ha fatto sapere che l’autorità nazionale sta tentando di calmare la situazione e di uscire dalla crisi che fa seguito alle minacce israeliane”.

E ha sottolineato che l’incontro con il vice primo ministro ha lo scopo di unire gli sforzi, confermando che l’operazione è avvenuta prima che le fazioni arrivassero a un accordo.

“Eravamo vicini a un accordo politico, ma sono giunte le ultime complicazioni a irritare il clima”, e ha spiegato che le fazioni palestinese si sono accordate per fermare il lancio dei missili e rispettare la calma.

Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, tuttavia, ha smentito l’esistenza di un patto per fermare “la resistenza”, confermando il diritto delle fazioni palestinesi a difendere il popolo.

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