Assassinii mirati a Gaza: 3 leader di al-Qassam uccisi dall’aviazione israeliana. Tregua a rischio

Gaza – Speciale InfoPal. Intorno alla mezzanotte di ieri, l'aviazione israeliana ha lanciato un attacco omicida contro la Striscia di Gaza assediata.
Tre palestinesi sono stati assassinati e un quarto è rimasto ferito nell'attacco missilistico al centro di Gaza.

Il nostro corrispondente da Gaza ha riferito che “le vittime viaggiavano su un'automobile di tipo Toyota in via Salah- id-Din, nei pressi della rotatoria “Dawwar Matahan”, a nord di Deir al-Balah, quando la vettura è stata colpita in pieno”.

Adham Abu Salmiyah, portavoce di servizi medici locali, ha riferito dell'arrivo all'ospedale “Shuhada' al-Aqsa” (Deir al-Balah) di due corpi delle tre vittime completamente carbonizzati. Il palestinese rimasto ferito non è in pericolo di vita.

Le vittime sono i due fratelli Isma'il e 'Abdallah Labed, di 35 e 44 anni, provenienti dal campo profughi di ash-Shati, ad ovest di Gaza City. Il terzo è Mohammed Mahdi ad-Dayyah, 31enne residente nel quartiere di Gaza, “as-Sabrah”. Sono tutti leader delle brigate al-Qassam, il cui portavoce, Abu 'Obeidah, ne ha confermato l'identità.

“L'operazione è stata premeditata da Israele e condotta in coordinamento con l'Intelligence israeliana (Shabak). E' un assassinio extragiudiziale mirato”.

Alla ricerca di un pretesto per compiere questo crimine, Israele ha diffuso notizie mendaci dichiarando che le vittime stavano pianificando il rapimento di turisti israeliani nel Sinai e all'interno di Israele durante la Pasqua ebraica, il 18 aprile prossimo.

“Ora l'occupazione israeliana deve assumersi la propria responsabilità su questo attacco, come su quelli sferrati la scorsa settimana contro la Striscia di Gaza”, è quanto ha dichiarato Abu 'Obeidah nel proprio comunicato e questo è anche quanto è stato affermato dall'ufficio del governo di Gaza.

Oggi, le Brigate della resistenza nazionale, gruppo militare del Fronte democratico di liberazione della Palestina (Fdlp), hanno chiesto al resto delle fazioni palestinesi di rivedere seriamente il proprio impegno a rispettare la tregua. Contemporaneamente, anche i Comitati di resistenza popolare hanno annunciato di considerarsi non vincolati dal cessate il fuoco. Queste posizioni sono state riportate dall'agenzia palestinese “Ma'an“.

La tregua era stata decisa in seno a una riunione di gabinetto del governo di Hamas, il 26 marzo scorso, alla presenza di altre fazioni tra cui anche il Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp). La tregua sarebbe stata valida qualora Israele si fosse astenuto dall'attaccare la Striscia di Gaza.

Con quest'ultimo attacco, sono oltre una quindicina i palestinesi uccisi nelle recenti aggressioni israeliane contro la Striscia di Gaza e circa cinquanta i feriti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.