Assedio israeliano a Gaza, proteste del personale sanitario: fermate le punizioni collettive.

Gaza – Infopal

Decine di dipendenti del ministero della sanità palestinese hanno manifestato contro il continuo assedio israeliano imposto sulla Striscia di Gaza, in particolare per la mancanza di medicine e il divieto di recarsi all’estero per le cure. Un assedio che ha già causato 29 vittime.

La manifestazione, organizzata dalle associazioni sanitarie private, a cui hanno aderito le altre, è partita dalla sede dell’ospedale ash-Shifa, nella città di Gaza, e ha raggiunto la sede dell’Organizzazione mondiale della Sanità, a cui i medici hanno consegnato una lettera di protesta sul deterioramento della situazione sanitaria nella Striscia.

La rete delle associazioni private, in un comunicato stampa letto durante la manifestazione dal dott. Ayed Yagi, direttore sanitario della rete, ha denunciato la crisi umanitaria nella Striscia.
La rete ha espresso forte preoccupazione per il peggioramento delle condizioni sanitarie a causa dell’assedio israeliano, in particolare per la chiusura dei passaggi sia per le merci sia per le persone. E’ infatti proibito il transito ai malati, ai camion con le medicine e altro materiale sanitario, ai generi alimentari, e anche i rifornimenti di carburante e di corrente elettrica sono stati drasticamente ridotti dalle autorità di occupazione.

La rete ha confermato che i malati della Striscia di Gaza soffrono molto a causa della mancanza di medicine, in particolare i malati di cancro e i dialitici.

E ha aggiunto che le autorità di occupazione impediscono a circa mille malati di lasciare la Striscia per curarsi all’estero: molti sono deceduti, e il numero delle vittime tende a crescere.
Ha dunque invitato la comunità internazionale, in particolare l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le organizzazioni di difesa dei diritti umani, a intervenire e a esercitare presioni su Israele affinché fermi la strage di innocenti e l’escalation, e apra i valichi, ponendo fine a una punizione collettiva che viola la IV Convenzione di Ginevra e le leggi umanitarie internazionali.

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