Associazioni benefiche palestinesi nel mirino: le forze di occupazione distruggono alcune sedi.

Questa mattina, nella città di Nablus, le forze di occupazione israeliane hanno assaltato 6 organizzazioni caritatevoli affiliate a Hamas.

Due di esse erano state chiuse per ordine del primo ministro del governo di Ramallah, Salam Fayyad: l’Associazione Nafha per la difesa dei prigionieri e dei diritti umani e la Società Al-Husna.

Altre due organizzazioni distrutte dall’esercito israeliano sono: la Clinica At-Tadamun, a Rafidiya, e l’associazione caritatevole Yazour nel campo profughi di Balata.

I soldati hanno demolito completamente la sede di Nafha e sequestrato i documenti contenuti all’interno.

Va ricordato che le associazioni benefiche palestinesi – musulmane e cristiane -, insieme con altre organizzazioni di solidarietà e sostegno, garantiscono la sopravvivenza di un’ampia fascia di popolazione palestinese, sia nella Striscia di Gaza sia in Cisgiordania.

Le organizzazioni caritatevoli forniscono alimenti, medicine, materiale scolastico, cure mediche, assistenza sociale alla famiglie in difficoltà – sempre più numerose, a causa della disoccupazione, dei banthustan creati da Israele, del boicottaggio internazionale, dal Muro di separazione, dalle aggressioni israeliane, e così via.

Privare la società palestinese, già allo stremo, dell’apporto fondamentale delle associazioni benefiche – islamiche, cristiane, ecc. – significa acuire ancora di più la crisi umanitaria dilagante.

La settimana scorsa, il governo Fayyad, aveva chiuso ben 103 organizzazioni caritatevoli palestinesi con il pretesto della "sicurezza". In realtà, per assestare un colpo frontale a Hamas (molto attivo dal punto di vista sociale), ma anche a enti cristiani critici nei confronti dell’esecutivo guidato da Fatah. La chiusura, inoltre, si colloca pienamente nella linea repressiva e oppressiva del governo israeliano.

Fayyad chiude 103 associazioni benefiche palestinesi.

Il PCHR condanna la chiusura di 103 associazioni benefiche in Palestina.

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