Attacchi mediatici a Infopal: logiche di una guerra persa in partenza.

Da diverse settimane, ormai, è in atto una campagna mediatica contro la redazione di Infopal. E' una guerra psicologica, ad hoc, anti-Flotilla e anti-informazione, che usa accuse inflazionate come quella di “antisemitismo”.

E' ormai chiara la dinamica manipolatoria: poiché la Freedom Flotilla era in preparazione, a maggio, e ritenendo che l'agenzia Infopal avrebbe veicolato quotidiane informazioni sulla missione umanitaria, la Israel Lobby, ben presente in Italia, ha scatenato i suoi megafoni e strilloni, qua e là, per screditare a priori e poi a posteriori l'operato della redazione, lanciando una campagna mediatica che la vede assimilata, in modo fraudolento e diffamante, all'antisemitismo.

Nulla vi è in Infopal di antisemita. Questo è evidente a tutti, tranne a chi, muovendosi all'interno di logiche propagandistiche, vorrebbe azzerare tutte le voci libere e oneste di quel giornalismo italiano che si occupa di Vicino Oriente e di Palestina.

La redazione di Infopal ritiene ridicole oltre ogni limite le accuse rivoltele da giornali che neanche fanno la fatica di verificare notizie e fonti ma semplicemente si limitano a copiare le menzogne scritte da altri, dando prova di giornalismo con scarsa etica professionale (ad esempio: Tizio che diventa “direttore” di Infopal; Angela Lano che “lavora” – quindi pagata – per l'Irib; collaboratori messi in croce perché pubblicano libri; altri “collaboratori” che non si sono mai visti; carambole concettuali che portano a qualsiasi link di altri siti, come in un domino demenziale, ecc.).

La redazione risponderà dunque, se lo riterrà necessario, alle provocazioni solo attraverso querele per diffamazione. Per tutti gli altri casi, continuerà a ridere e a ringraziare chi le dà così tante occasioni per passare qualche ora in allegria.

La Redazione di Infopal

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