Attacchi su Gaza: preludio di una nuova guerra di Israele?

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Matan Vilnai, vice ministro per gli Affari di sicurezza di Israele, rivela che il sistema Iron Dome (radar per l'intercettazione di razzi) potrebbe essere esteso in più zone del Paese per respingere i razzi lanciati dalla Striscia di Gaza.

Se così dovesse essere, il territorio palestinese assediato potrebbe ritrovarsi stretto tutt'intorno dal controllo del sistema anti razzo.

Su Iron Dome, però, il capo di Stato maggiore Ghabi Ashkenazi ha affermato di non fare molto affidamento.

Ieri, 21 dicembre, in seno ad una riunione del Comitato per la sicurezza alla Knesset (parlamento israeliano), Ashkenazi ha espresso preoccupazione per l'attuale stato di sicurezza al confine con Gaza definendo la situazione “vulnerabile e quindi instabile”.

Nel 2010, la resistenza palestinese ha sferrato 118 attacchi contro i soldati dell'occupazione al confine con Gaza e 60 palestinesi hanno perso la vita in queste circostanze.

Ashkenazi ha chiesto al Comitato di valutare la possibilità di un potenziamento dei sistemi militari di difesa, ricordando che i missili “Kornet” che hanno colpito di recente i carri armati israeliani da Gaza sono particolarmente efficaci. Secondo l'ufficiale militare israeliano erano stati utilizzati da Hezbollah nella guerra del 2006 mentre sarebbe l'Iran a rifornire Hamas dei missili “Kornet”.

E proprio Hamas è stato chiamato in causa da Ashkenazi il quale ha promesso “Attacchi come quelli delle ultime 48 ore contro la Striscia di Gaza sono un messaggio chiaro al Movimento di resistenza islamica, ovvero il preludio di una vasta offensiva”.

Il fatto che Israele stia lanciando da tempo dichiarazioni pubbliche in tal senso sono alla portata di tutti.

Da parte sua, il premier del governo di Gaza, Isma'il Haniyah è tornato a ricordare che lo Stato ebraico ha in programma un prossimo attacco, per sventare il quale egli ha ribadito l'urgenza di raggiungere l'unità nazionale palestinese.

Si è rivolto a Fatah e ai Paesi arabi dicendosi certo che, di fronte alla minaccia di una nuova guerra israeliana su Gaza, la realizzazione dell'unità conferirà legittimità alla lotta di resistenza nazionale del popolo palestinese.

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