Az-Zahar: 'Vogliamo costruire rapporti equilibrati con l'Occidente' e 'Siamo disponibili a una tregua contemporanea e globale con Israele'.

Gaza – Infopal

Ieri sera, durante un incontro popolare nella moschea dell’Imam ash-Shafi’i, nel quartiere az-Zaitun, a Gaza, Mahmoud az-Zahar, parlamentare palestinese e dirigente di spicco di Hamas, ha parlato dell’esistenza di "una disponibilità europea a collaborare con l’islam e con il movimento di Hamas".

"Vogliamo costruire rapporti equilibrati con l’Occidente – ha spiegato -. Se ci aggrediscono, non staremo zitti, ma se ci rispettano faremo altrettanto. I maggiori Stati europei hanno incontrato dirigenti di Hamas. Sono rimasti fuori la Germania e qualche paese che vive sotto il dominio americano e israeliano".

Az-Zahar, nello stesso tempo, ha attaccato fortemente il legame tra l’Autorità Nazionale di Ramallah e gli Stati Uniti: "Il rapporto dell’America con Ramallah è quello di un padrone con lo schiavo: lo dimostra la conferenza dello Yemen, subito dopo la firma, al-Ahmad (delegato di Fatah, ndr) ha annunciato il proprio rifiuto, mentre Abu Marzuq (delegato di Hamas, ndr) la propria accettazione. Ma ciò che ha costretto Ramallah a rinunciare all’accordo sono le minacce di Olmert di tagliare tutti i contatti con il presidente Abbas se avesse avviato negoziati con Hamas".

Az-Zahar si è domandato il senso dell’accordo di Sana’a, siglato domenica tra Fatah e Hamas: "(Fatah, ndr) ha detto che l’iniziativa è da applicare e non da discutere. Allora, supponiamo di averne accettato l’applicazione, chi la deve mettere in pratica? Come? Quale governo? Quello di unità nazionale? Quello attuale? Il governo di Fayyad? A queste domande si può dare una risposta solo attraverso il dialogo".
E ha espresso la disponibilità del suo movimento a discutere con Fatah "in qualsiasi momento": "Abu Mazen (il presidente Abbas, ndr) non verrà da Hamas, almeno fino alla fine dell’anno (quando negli Usa verrà eletto il nuovo presidente, ndr), ma se è pronto a discutere con noi, noi lo siamo con lui e risponderemo a tutti gli interrogativi".

Per quanto riguarda la tregua con Israele, il dirigente di Hamas ha affermato: "Chiediamo una tregua globale e contemporanea: se la vogliono, noi siamo disponibili; se la rifiutano, ci rimangono le nostre armi".

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