B’Tselem: 131 civili palestinesi uccisi dal fuoco dell’esercito israeliano nel 2007.

B’Tselem: 131 civili palestinesi uccisi dal fuoco dell’esercito israeliano nell’anno 2007

Lunedì 31 dicembre 2007 15:07

Ghassan Bannura – IMEMC News

Traduzione a cura della redazione di Infopal

B’Tselem ha pubblicato oggi il suo rapporto di fine anno. Secondo i dati a sua disposizione, il numero di israeliani e palestinesi uccisi durante gli scontri in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è calato.

Ciononostante, si è avuto un minor rispetto dei diritti umani nelle aree della Palestina occupata. L’esempio principale è la situazione umanitaria di Gaza, che ha toccato il suo minimo storico in seguito all’assedio israeliano dell’area.

·        Nel 2007 si è avuta una crescita del 13 per cento del numero di palestinesi sottoposti all’arresto amministrativo senza processo, per una media di 830 persone

·        Una media di 66 posti di blocco e di 459 sbarramenti stradali hanno controllato i movimenti all’interno della Cisgiordania. Sono stati concessi pochi miglioramenti alla libertà di spostamento dei Palestinesi, nonostante il promesso alleggerimento delle restrizioni

·        La popolazione colonica israeliana è cresciuta del 4,5% (in confronto alla crescita dell’1,5% della popolazione all’interno d’Israele), una crescita più moderata rispetto allo scorso anno

·        Israele continua la sua politica di congelamento delle unioni familiari, negando a decine di migliaia di palestinesi il diritto a una vita familiare. Tuttavia, con quello che è stato definito “un gesto isolato”, Israele ha approvato l’unione familiare per circa 3500 famiglie palestinesi

·        Il numero di case demolite a Gerusalemme Est è salito del 38 per cento, per un totale di 69 case

·        I Palestinesi continuano a subire serie discriminazioni nella distribuzione di acqua in Cisgiordania, che causano gravi privazioni nella stagione calda

·        Il numero di palestinesi uccisi negli scontri intra-palestinesi è stato il più alto dall’inizio dell’Intifada

Le statistiche in dettaglio

Il diritto alla vita:

Un confronto tra il 2006 e il 2007 rivela una diminuzione dei palestinesi uccisi dalle forze israeliane e dei casi che sollevano il sospetto di uccisione arbitraria. Tuttavia, le cifre del 2007 sono ancora motivo di forti preoccupazioni.

Nel 2007 (fino al 29 dicembre), le forze israeliane hanno ucciso 373 palestinesi (290 a Gaza, 83 in Cisgiordania), tra cui 53 minorenni. Nel 2006, erano stati uccisi 657 palestinesi, inclusi 140 minori: 523 a Gaza e 134 in Cisgiordania. Dei morti del 2007, circa il 35 per cento erano civili che non stavano prendendo parte agli scontri quando sono stati uccisi. Si tratta di un calo rispetto alla percentuale dell’anno prima, che era del 54 per cento (348 persone).

I Palestinesi hanno ucciso sette civili israeliani (tre in un attacco suicida ad Eilat, due a Sderot per gli attacchi delle brigate Qassam e due con armi da fuoco in Cisgiordania). È il numero più basso di morti civili israeliane dall’inizio dell’Intifada; nel 2006, erano stati uccisi 17 civili israeliani. I Palestinesi hanno anche ucciso sei soldati della sicurezza israeliana.

Nelle lotte intra-palestinesi, almeno 344 persone sono morte, quasi tutte nella Striscia di Gaza e nei primi sei mesi dell’anno. Almeno 73 di loro, tra cui 22 minorenni, non stavano prendendo parte agli scontri.

Libertà di movimento

Il numero di posti di blocco permanenti – in media 102 – è cambiato leggermente rispetto al 2006. Sessantasei di questi controllavano gli spostamenti all’interno della Cisgiordania (16 solo ad Hebron) e 36 servivano da punti d’ispezione finale prima di entrare in Israele. L’esercito organizza anche decine di posti di blocco volanti. Nella seconda metà del 2007, il numero di questi è calato, dai 141 di maggio ai 69 di novembre.

Israele prosegue nel mantenimento degli sbarramenti stradali, che limitano l’accesso alle strade principali ed incanalano il traffico nei posti di blocco. Negli ultimi anni, il numero di questi sbarramenti è cresciuto, da una media di 410 nel 2005 a 445 nel 2006, a 459 nel 2007. In aggiunta, Israele vieta o limita gli spostamenti palestinesi lungo oltre 300 chilometri di strade in Cisgiordania. Le restrizioni ai movimenti e la frammentazione geografica che ne risulta danneggiano gravemente le istituzioni sociali centrali che servono la popolazione palestinese nei Territori Occupati, compresi il sistema sanitario, l’economia, le reti familiari e i servizi municipali.

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