Barak: ritratto di un assassino di bambini.

Barak: ritratto di un assassino di bambini
Khalid Amayreh, Palestine-info, 22 Settembre 2007

Ehud Barak, il criminale di guerra d.o.c., sta minacciando di trasformare la Striscia di Gaza in un campo di concentramento in piena regola.

La settimana scorsa, il ministro della guerra israeliano ritenuto responsabile per l’assassinio di centinaia di bambini palestinesi durante i primi mesi dell’Intifada di al-Aqsa nel 2000 e nel 2001, ha rivelato una nuova politica verso la Striscia di Gaza che assomiglia molto alla maniera tenuta dalle autorità naziste nel trattamento degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Barak ha detto che si sarebbe assicurato che solo pochissimo cibo e medicine sarebbero arrivate a Gaza. Ha anche detto che Israele avrebbe tagliato l’elettricità, ed avrebbe sigillato ermeticamente l’enclave costiera che già ora somiglia parecchio ad un campo di concentramento.

Per quanti non fossero al corrente, Barak ha una lunga storia criminale verso i Palestinesi. Nel 1998, quando voleva fare una grossa impressione sull’opinione pubblica israeliana per essere eletto Primo Ministro, pensò bene di ricordare ad essa gli atroci dettagli di una delle sue missioni omicide a Beirut.

La tattica granguignolesca funzionò, e l’opinione pubblica Israeliana gli espresse tutta la sua approvazione.

Ora Barak progetta di diventare Primo Ministro un’altra volta, e il suo metodo di affrettare la pratica consiste nell’uccidere bambini palestinesi praticamente ogni giorno.

Giovedì 20 Settembre, l’esercito di occupazione israeliano ha ucciso tre altri minorenni palestinesi nella Striscia di Gaza. Uno dei ragazzi è stato schiacciato da uno dei bulldozer forniti dall’America. Foto raccapriccianti del corpo mutilato del ragazzo sono state mostrate in tutto il mondo, mentre i ragazzi e le ragazze israeliani si scambiavano complimenti nei forum per come "avevano dato una lezione ai Palestinesi"!

Più di 20 civili palestinesi, compreso 9 bambini, sono stati assassinati dall’esercito di occupazione israeliano questo mese.

L’esercito israeliano ammette con qualche riluttanza che quando i carri armati sparano con l’artiglieria pesante su popolosi abitati palestinesi sono i civili che ci vanno di mezzo con la loro vita.

Ed ogni volta che i civili palestinesi sono assassinati, ciò che accade di continuo, il governo israeliano dice "ci dispiace", affermando che quelle vittime non sono bersagliate deliberatamente, ma sono solo "danni collaterali".

Beh, non occorre essere esperti militari per capire che quando i carri armati sparno con l’artiglieria pesante in centri abitati popolosi, bambini e civili saranno fatti a pezzi.

In ultima analisi, uccidere consapevolmente è uccidere deliberatamente, e quando le uccisioni hanno luogo tutti i giorni e le vittime civili si contano a migliaia, le intenzioni diventano irrilevanti.

Tutti capiscono che una delle ragioni principali per la pratica continua ed oscena dell’uccisione di Palestinesi indifesi è l’indegno silenzio della comunità internazionale, specialmente gli USA, verso la criminalità israeliana.

Non si tratta di un comportamento nuovo. Gli USA hano sempre guardato da un’altra parte quando Israele si dedicava a massacrare civili, perfino quando è del tutto evidente che si sta sparando addosso ai civili deliberatamente, come accadde nella guerra genocida in Libano del 2006, secondo la testimonianza di Human Rights Watch ed altre organizzazioni dei diritti umani.

Naturalmente, da un paese che ha ucciso o causato la morte di centinaia di migliaia di civili iracheni sotto il falso pretesto di sgombrare l’Iraq delle sue non esistenti armi di distruzione di massa non ci si può aspettare un comportamento morale.

Dopo tutto, l’ultima cosa a cui pensano i razzisti ebrei Ashkenaziti che tengono l’amministrazione Bush per la gola sono le faccende di giustizia e moralità.

Ma il mondo non è solo l’America e Israele. Ci sono milioni di altre persone nel mondo che non accettano l’approccio nazistoide dell’America in politica internazionale, basato su unilateralismo, egemonia e coercizione.

Oggi lo strisciante genocidio palestinese per mano ebraica prende molte forme. Queste prevendono anche l’affamamento di milioni di innocenti Palestinesi, la chiusura di ogni accesso al cibo e al lavoro, principalmente trasformando i loro centri abitati in campi di detenzione e uccidendo continuamente Palestinesi, bambini compresi.

Vero, le dimensioni delle uccisioni giornaliere non raggiungono i livelli di Auschwitz. Ma è meglio non attribuirlo alla moralità o magnanimità sionista, quanto piuttosto al timore delle ripercussioni nell’opinione pubblica internazionale.

Questo significa che Israele, un paese assai affine alla Germania nazista, non esiterebbe ad adottare un approccio più spinto verso i Palestinesi, se la gelida indifferenza del mondo verso i Palestinesi continuasse.

In breve, il mondo deve chiarire la sua posizione. E’ disposto a permettere ad Israele di uccidere o causare la morte di decine di migliaia di Palestinesi?

Il mondo accetterà di considerare kosher l’olocausto dei Palestinesi solo perché capita che i perpetratori siano Ebrei e non Tedeschi?

Agli inizi degli anni 40 il mondo, o la maggior parte di esso, rimase in silenzio quando al Gestapo, le SS e la Wehrmacht sterminavano gente innocente, Ebrei e non Ebrei, per realizzare il nefario concetto di "Razza padrona".

Ora il mondo sta guardando passivamente allo strisciante genocidio dei Palestinesi da parte d’Israele, tutto in nome del nazionalismo ebraico e del "popolo scelto".

L’umanità è tornata all’epoca dei cannibali? 

 

Tradotto dall’inglese da Gianluca Bifolchi, un membro di  Tla
xcala  (www.tlaxcala.es), la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft per ogni uso non-commerciale : è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l’integrità e di menzionarne l’autore e la fonte.

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