Barry sulle Alture del Golan: l’Onu ha ormai rinunciato ai suoi poteri

 

Beirut – InfoPal. “La perseveranza israeliana non sarebbe giunta al punto di diventare provocatoria se le Nazioni Unite non avessero rinunciato ai loro poteri, dopo che per 60 anni hanno trattato Israele come un caso eccezionale, al quale non vanno applicate le decisioni internazionali”. Lo ha affermato ieri il presidente del Parlamento libanese Nabih Barry, riportato dai media nazionali.

Nelle sue dichiarazioni al riguardo, Barry ha infatti confessato di dubitare che Israele voglia ritirarsi davvero dalla zona di al-Ghajar [villaggio delle Alture del Golan al confine con il Libano, ndr], chiedendosi “fino a quando si continuerà a gettare fumo negli occhi, e fino a quando gli stati del mondo tollereranno le menzogne israeliane”, e proseguendo: “Le disposizioni israeliane che possiamo osservare adesso non stanno dando alcun risultato, se non una ritirata immaginaria delle forze israeliane, e un'esclusione reale dell'esercito libanese e dei simboli dell'autorità di Beirut da al-Ghajar. Non si tratta dunque di una vera ritirata, ma di un'occupazione implicita e imposta con la forza. Inoltre, il compito dell'Unifil è assistere le forze armate nel riguadagnare i confini accettati internazionalmente, e non rimanere dov'è”, come risulta chiaramente dalla risoluzione 425 e dalla successiva 1701 delle Nazioni Unite.

A questo proposito, ha aggiunto, “bisognerebbe chiedere ragione delle incursioni aeree quotidiane d'Israele: certamente, Tel Aviv le effettua per assicurarsi che le sue forze applichino questa risoluzione [la 1701, ndr], e certamente l'Unifil resta lì a fotografare e a prendere nota! Quanto all'Onu, sta evidentemente operando secondo il detto: 'Lontano dagli occhi, lontano dal cuore'”.

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