Berlusconi in Israele.

 

Da BoccheScucite.
1° febbraio
ultim'ora. Berlusconi in Israele
“Il ruolo che l'Italia ha fin qui svolto e puo' svolgere e' molto chiaro. Siamo sempre stati vicini al popolo di Israele. Siamo convinti della sua assoluta buona causa”. Un assoluto che cestina centinaia di Risoluzioni Onu e finge di aver seppellito nell'oblio, oltre alle migliaia di morti, anche le decine di anni di storia di ingiustizie realizzate nel sistema di occupazione israeliano. Ma non è finita. Altro che legalità internazionale e diritti umani! Il premier ricorda il piano Marshall per dare alla Cisgiordania un forte “stimolo economico, perchè tutti sanno che solo con il benessere c'e' la possibilita' di una pace duratura”.
 
I have a dream…

«Ho un sogno: che Israele possa entrare un giorno nell'Unione europea». Era iniziata così la visita-record di Silvio Berlusconi (mai visti tanti ministri, per un totale di cento persone). «Abbiamo l'orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea. Per questo sogno che Israele possa entrare nell'Europa» ha detto a fianco dell' “amico Benjamin”. «Credo di essere l'italiano vivente che ha messo a dimora più alberi. Sono l'unico italiano a fare collezione di ulivi antichi, in Sardegna ho almeno 20 ulivi che hanno più di mille anni, con la certificazione dell'Università di Gerusalemme, che ne ha duemila. Io, scherzando, dico qualche volta ai miei ospiti che quest'ultimo viene direttamente dall'orto del Getsemani e che il segno visibile sul tronco è un segno lasciato dal ginocchio di Gesù». Dimostrando la sua competenza, ha piantato un albero, ampliando la buca, spostando le rocce e annaffiandolo bene. Dopo aver terminato un lungo discorso il 74enne Presidente del Consiglio, ha promesso che ritornerà a vedere l'albero tra 47 anni, quando lui ne avrà 120.
 
“Non ci sia un'altra Gaza!”
Sì, anche queste sono parole di berlusca, ma leggete la frase intera per non pensare che abbia fatto riferimento al massacro di civili o all'embargo:
“Mi impegno a fermare l’arrivo di armi attraverso il Libano, portando anche lì le vostre preoccupazioni, per bloccare queste armi, razzi e missili pericolosissimi, perché non vogliamo una seconda Gaza con partenza dei razzi dal Libano”.
E per un commento “appropriato”, non si può dare torto alla colona israeliana e parlamentare italiana Nirenstein, che sintetizza l'impunità mondiale di cui gode da sempre (e per sempre?) Israele, nell'abbandono totale del popolo palestinese:
“Con la visita di Berlusconi ho finalmente la sensazione che il lavoro di accumulare un chicco di sabbia sopra l’altro, un cucchiaino d’acqua del mare insieme all’altro, alla fine sia un lavoro con un significato: Esiste un mondo che ha di Israele una visione realistica, non vista attraverso la lente deformante dell’odio arabo e palestinese che ne fa una grottesca caricatura di uno stato razzista, indegno di vivere, ma un meraviglioso simbolo dell’irrinunciabile amore della cultura ebraica per la democrazia e di resistenza di fronte al costante pericolo di vita”.
(Fiamma Nirenstein)

Per richiedere il n. 95 di BoccheScucite: nandyno@libero.it

 

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