Bil’in: invase e devastate due case.


Ramallah – Infopal. I soldati israeliani hanno effettuato un’invasione notturna del vilaggio di Bil‘in, nei pressi di Ramallah, e hanno fatto irruzione in casa di ‘Abdullah Abu Rahma nell’inutile tentativo di trovarlo ed arrestarlo. I militari hanno perquisito la casa con violenza e sfondato due porte, prima di attaccare e picchiare uno degli inquilini, che è stato così costretto a fuggire all’esterno.

L’associazione degli Amici della libertà e della giustizia di Bil‘in riportano che i pacifisti palestinesi e stranieri si sono recati a casa di Abu Rahma e sono entrati in giardino scavalcando il muro. Le truppe hanno minacciato di arrestarli e ordinato loro di lasciare l’area. Un cameraman è stato aggredito e gli è stato ingiunto di spegnere la telecamera.

Nel corso delle perquisizioni, i soldati hanno devastato le stanze, tirato tutti i vestiti fuori dai cassetti e assalito l’inquilino di cui sopra, di nome Mohammad al-Khatib, trasferito in ospedale e congedato dopo breve tempo per le commozioni e i lividi riportati.

Il cameraman, Eyad Bornat – un attivista di Bil‘in – è stato spinto a terra e si è visto distruggere la telecamera. Le truppe hanno anche minacciato di arrestare Hamde Abu Rahma e altri reporter palestinesi precipitatisi sulla scena, e hanno inoltre attaccato l’attivista Ashraf Abu Rahma, ferendolo alla mano destra con il calcio di un fucile.

Le milizie sono quindi entrate in casa di Khaled Abu Rahma, fratello di ‘Abdullah, sconvolgendo i bambini che stavano dormendo.

La forza militare israeliana che ha così occupato due case nel villaggio ha dichiarato ai manifestanti che vi sarebbe rimasta fino all’arresto del ricercato. Sono stati quindi sequestrati le bandiere e gli striscioni palestinesi utilizzati durante le proteste non-violente contro il Muro di Annessione.

L’invasione delle truppe, che hanno abbandonato la zona alle 3 del mattino, fa parte dei continui assalti israeliani ai danni di Bil‘in e degli attivisti non-violenti locali e internazionali. La loro presenza ha proprio lo scopo di rendere pubblici gli abusi d’Israele, e l’uso eccessivo della forza da parte dell’esercito contro gli abitanti locali e i dimostranti.

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