Bil’in: restituita metà delle terre ai legittimi proprietari.

Cisgiordania. Gli abitanti del villaggio di Bil'in hanno continuato ieri le loro proteste settimanali contro il Muro di separazione israeliano insieme a diversi attivisti israeliani e internazionali, nonostante le inclementi condizioni atmosferiche.

I manifestanti hanno tentato di distribuire avvisi con la scritta “WANTED” ai soldati israeliani per chiedere l'arresto del loro comandante nell'area di Bil'in, citando la Convenzione dell'Aia del 1907 e gli articoli della quarta Convenzione di Ginevra. L'accusa è quella di crimini contro l'umanità, secondo la definizione data dai documenti citati, e sanciti dalla legge internazionale.

Fonti locali riportano che i dimostranti sono stati ricevuti da una raffica di gas lacrimogeni, sparati dritti su di loro mentre si avvicinavano al Muro. I proiettili sono rivestiti di alluminio pesante, e possono essere fatali se diretti contro una persona. A ciò si aggiunge che, secondo i manifestanti, la potenza del gas utilizzato è stata aumentata.

Le proteste di Bil'in sono ora entrate nel sesto anno dal loro inizio e, tenendo conto dei tentativi paralleli di risoluzione per vie legali, hanno registrato un netto successo. Una causa giudiziaria intentata dagli abitanti locali avrà infatti come risultato lo spostamento del Muro, con la conseguente restituzione del 50% delle terre dei palestinesi assegnate in precedenza all'espansione colonica.


 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.