Brutale aggressione dei soldati israeliani su un detenuto palestinese

Di Najib Farraj

Al-Khalil (Hebron) – al-Quds. Sono molto gravi le accuse rivolte ai militari israeliani e alle autorità carcerarie per il trattamento riservato a un detenuto palestinese.

Khaled Ibrahim an-Natshah, è stato arrestato lo scorso 21 agosto nella propria abitazione ad al-Khalil (Hebron) in un'operazione condotta con particolare brutalità.

Al momento dell'irruzione dei militari, an-Natshah non era in casa, così sono iniziate le minacce rivolte alla sorella in stato interessante la quale, su ordine dei soldati, tentava di mettersi in contatto con Ibrahim.
Nell'attesa, la madre del detenuto è stata percossa dai militari israeliani.

Arrivato a casa, Ibrahim ha trovato ad attenderlo 15 soldati israeliani che lo hanno subito pestato usando il calcio del fucile e – per mezz'ora – lo hanno preso a calci.

La violenza degli israeliani è durata per tutto il tempo del suo trasferimento a bordo di un veicolo militare.

“I soldati sono saliti in piedi sulla mia schiena” racconterà Ibrahim all'avvocato del ministero dei Prigionieri, Hussain ash-Shaykh, che lo ha potuto incontrare in carcere.

Il legale ha raccontato di averlo trovato estremamente debole, pieno di lividi e con i segni gravi della violenza inflittagli. Il volto del detenuto è completamente tumefatto.

Intanto Israele ha imposto nei suoi confronti la detenzione amministrativa (prorogabile ad oltranza senz'accusa, ndr). Il ragazzo aveva già fatto esperienza della detenzione, avendo trascorso un anno e mezzo in una prigione israeliana.

 

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