Caccia alle streghe contro le associazioni umanitarie che hanno collaborato alle indagini sui massacri a Gaza

Buona parte della stampa lo denuncia con allarme, la Knesset ne dibatte per ore: un nuovo insidioso nemico minaccia gli israeliani e le fondamenta dello Stato ebraico. È il New Israel Fund (Nif), un fondo presieduto dall'ex parlamentare del «Meretz», Naomi Chazan, che finanzia, con donazioni provenienti dall'estero, decine di ong israeliane attive nella tutela dei diritti umani e nella promozione della democrazia e dell'uguaglianza sociale ed economica, senza differenze tra cittadini ebrei e arabi. Dopo aver operato per oltre 30 anni senza problemi, il Nif si ritrova accusato di «tradimento» per aver svolto attività «a favore del nemico», ossia il giudice ebreo sudafricano Richard Goldstone che ha guidato l'inchiesta dell'Onu sull'offensiva israeliana «Piombo fuso» dello scorso anno a Gaza, in cui sono stati uccisi 1.400 palestinesi.
La notizia di una prossima indagine parlamentare sull'«operato» del Nif, ieri apriva la prima pagina del quotidiano Jerusalem Post, vicino al governo, dopo che «Im Tirtzu», un'associazione di «studenti» sino ad oggi sconosciuta, ha portato alla Knesset una indagine dalla quale emerge che il 92% delle accuse fatte da Golstone ai comandi militari israeliani sarebbe frutto di ricerche e testimonianze di attivisti di 16 ong ed associazioni israeliane, tra le quali Betselem, Associazione per i diritti civili in Israele (Acri) e Alternative information center. Il dibattito alla Knesset ha evidenziato una assoluta identità di vedute dei parlamentari di partiti di governo e dell'opposizione nell'inquadrare il Nif come un «nemico» da neutralizzare. A spingere per l'inchiesta parlamentare è soprattutto Otniel Schneller, un deputato di «Kadima», che da tempo punta l'indice verso le ong israeliane che «lavorano contro lo Stato».

La stessa accusa formulata qualche settimana fa da «Ngo-Monitor», un gruppo nato per indagare sui finanziamenti «stranieri» alle ong locali. Per Hagai El-Ad, il direttore di Acri, l'attacco al Nif è solo l'ultimo atto di una caccia alle streghe di stile maccartista volta a spegnere il dissenso in Israele, parallela ai recenti arresti di attivisti israeliani e palestinesi impegnati nella lotta non violenta all'occupazione. Tredici ong locali hanno denunciato la convocazione di loro operatori da parte dei servizi di sicurezza, dopo la presentazione all'Onu del rapporto su «Piombo fuso».
E Ieri il Segretario generale dell'Onu ha riferito all'Assemblea generale i dubbi sull'imparzialità delle indagini con le quali sia Israele sia Hamas hanno risposto al rapporto Goldstone. Con un linguaggio molto prudente Ban-Ki-moon si è limitato a dire che «nessuna valutazione può essere espressa» sulla risposta al documento Goldstone da parte delle parti interessate».

Il governo israeliano nei giorni scorsi ha presentato un controrapporto al Palazzo di Vetro e lanciato attacchi velenosi a Goldstone. Anche Hamas aveva bocciato l'indagine, accusando il giudice Onu di mettere sullo stesso piano aggressore e aggredito.

Michele Giorgio
Fonte:www.ilmanifesto.it
6.02.2010

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