Cade in Colombia cacciabombardiere di Israele.


Campagna di contenimento della democrazia partecipativa

Dopo il TeguciGolpe, video diffamatorio anti-Ecuador – Cade in Colombia cacciabombardiere di Israele

La miccia innescata dal golpe perpetrato in Honduras sta surriscaldando il clima e le relazioni nell'area sudamericana. Le forze che hanno ispirato e che proteggono gli avventurieri attualmente -provvisoriamente- al potere nel Paese centroamericano, non sono occulte, e soprattutto sono chiarissime le loro finalità.
Subito dopo il TeguciGolpe, con straordinario sincronismo, il governo colombiano ha diffuso un video in cui uno dei capi della guerriglia della FARC dichiara -davanti alla cinepresa- che loro hanno finanziato la campagna elettorale del presidente ecuadoriano Correa. Due giorni prima, erano cominciate le operazioni di sgombro della base militare USA di Manta, sloggiata da Correa.
Poi il governo di Bogotà annuncia che questo contingente sarà ospitato in 5 caserme-porti-aeroporti dell'esercito colombiano. Pertanto non si tratterebbe di “basi USA” ma di un altro genere di cosa. Per sovramercato, gli effettivi militari nordamericani saranno accompagnati da 600 “contrattisti“, cioè da mercenari che possono dedicarsi ai “lavori sporchi“. Senza rispondere alle leggi nazionali e internazionali.
Aumenta, in questo modo, la vulnerabilità e l'ingovernabilità dello Stato colombiano che -privo di un reale “monopolio della violenza“- segmenta e moltiplica gli attori armati sul suo territorio: esercito regolare nazionale, guerriglie, paramilitari, bande di narcos, a cui ora si aggiunge un esercito straniero, supportato da altre milizie irregolari e mercenarie.
Ieri, un cacciabombardiere israeliano Kfir è precipitato nei dintorni di Cartagena de India, sul litorale caraibico colombiano. Era pilotato da due militari israeliani. “Ora risulta che ci sono aerei di Israele, con piloti di Israele che volano sulla Colombia“.
Non i sono dubbi che questo è l'inizio di una campagna politico-militare, in cui il “governo reale” di Washington con la partecipazione attiva della Colombia, Perù, esercito dell'Honduras e la destra oligarchica del continente stanno rispondendo con un fuoco di sbarramento al Venezuela e ai suoi alleati dell'ALBA.
Il “governo reale” che agisce all'ombra di Obama, accelera i tempi e riprogramma le iniziative non-ortodosse per impermeabilizzare il Centroamerica dal “virus bolivariano” che ha contagiato l'area sudamericana. In particolar modo il versante delle Ande: Venezuela, Ecuador, Bolivia, i loro alleati dei Caraibi -con Cuba in testa- Paraguay e il Centroamerica.
E' comiciata la fase attiva del “contenimento della democrazia rappresentativa“: non si deve parlar più di assemblee costituenti, nuove Costituzioni, referendum propositivi o revocatori, e della sovranità nazionale.
Saranno accusati di “narcoterrorismo” tutti quelli che ostacoleranno questa campagna di restaurazione. La cosa buffa, è che il primo produttore mondiale di cocaina (Colombia) e il primo consumatore mondiale di droghe (Stati Uniti) accusino altri Paesi dei problemi di cui sono direttamente responsabili.
Nonostante i faraonici investimenti in programmi anti-narcos, nè la Colombia nè gli Stati Uniti hanno dimininuito il volume prodotto e i consumatori finali. Il fatturato cresce, il flusso finanziario terminale è nelle banche di New York ma i colpevoli sono….altri.

Tito Pulsinelli Selvas 23.07.2009

 

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