California: boicottato un carico israeliano

Imemc e agenzie. Per la prima volta, un sindacato negli Usa ha appoggiato un picchetto per non scaricare beni importati da Israele. È successo domenica scorsa a Oakland, California, e il gesto, organizzato da una coalizione di gruppi pacifisti locali, ha ricevuto il sostegno del Sindacato degli operatori portuali della città.

Circa 500 operai insieme ai loro sostenitori si sono così radunati la mattina presto nel porto, in attesa della nave israeliana che doveva attraccare a quell'ora. I manifestanti cantavano “Free, free Palestine! Don't cross the picket line!” [“Palestina libera, non attraversate la linea del picchetto!”, ndr] e i lavoratori, membri della International Longshore and Warehouse Union Local 10, erano d'accordo sul non scaricare le merci che sarebbero giunte.

L'imbarcazione, una nave cargo israeliana targata Zim Lines, aveva in programma di sbarcare alle sei. Tuttavia, quel giorno non si è fatta vedere nel porto, e il corteo è durato fino al tardo pomeriggio. I dimostranti hanno annunciato che alcuni di loro sarebbero rimasti di guardia sul molo per assicurarsi che il carico non avrebbe toccato terra per almeno 24 ore.

“Vogliamo mandare un messaggio chiaro – ha affermato uno degli organizzatori durante la manifestazione: – se commetti atti di pirateria in alto mare, se attacchi e uccidi i civili a sangue freddo, se costruisci un Muro dell'apartheid, se nomini un ministro razzista come Avigdor Lieberman che chiede l'espulsione di tutti i palestinesi, allora noi non renderemo onore alla tua merce nel porto di Oakland”.

L'azione di boicottaggio è solo una delle centinaia che stanno avendo luogo nel mondo, nel tentativo di fare pressioni sul governo israeliano e porre fine alla sua occupazione della Palestina e al suo sistema di apartheid che discrimina in base all'etnia e alla religione.

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