Campagna ‘Emergenza Palestina’.

 

La campagna "Emergenza Palestina" iniziata a Luglio 2006 si è conclusa con gli ultimi versameti effettuati

nel mese di novembre 2006. La cifra complessivamente raccolta è stata di euro 1565 (millecinquecentosessantacinque)

ben lontana dall’obiettivo, ma è quanto siamo riusciti a fare. I problemi sono stati tantissimi, dalla difficoltà di

organizzare eventi di sensibilizzazione  alla stanchezza delle solite/stesse persone che  dividono il loro tempo

tra lavoro/sindacato/associazioni.

un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi  che su indicazione di attivisti palestinesi

che vivono a Torino abbiamo fatto pervenire al centro "Martire Amal" del campo profughi di AIDA.

 

Un Abbraccio

Rosario Citriniti

 

 

Betlemme: campo profughi di Aida.

La scuola delle Nazioni Unite mitragliata dai colpi dei cecchini israeliani.
(foto a cura di
www.peacelink.it)

IL CENTRO “MARTIRE AMAL” – CAMPO PROFUGHI AIDA

 

Una finestra sul campo

 

È situato nei pressi di Betlemme, il campo si estende su una superficie di 2km quadrati. Esso sorge in un’area densamente popolata dai rifugiati che si sono distribuiti in diversi campi nel distretto di Betlemme.

Il Campo di Aida è stato il risultato dell’occupazione. Gli abitanti del campo, in primo momento, sfollati dal loro villaggio, si sono sparsi in vari distretti fino a quando non si sono riuniti nel campo. Ha preso il nome di Aida per la speranza di tornare alle loro case- Aida in arabo vuol dire ritorna.

 

Il campo conta cinque mila (5000) abitanti,  la maggior parte di loro sono considerati rifugiati,

2000   sono sotto i 18 anni, 1000 sono donne e 2000 uomini prevalentemente disoccupati.

 

Il campo ha sofferto a causa dell’occupazione: distruzione di case, molti martiri e morti tra le fila delle donne e dei giovani, uomini e bambini sono stati uccisi durante la prima Intifada del 1987 e tanti altri durante la seconda iniziata nel tardo settembre del 2000.

Il campo è situato tra la tomba di Rachele e l’insediamento di Ghilo, per questo motivo le forze d’occupazione hanno esercitato molta pressione sugli abitanti   con bombardamenti e distruzione, impedendo ai lavoratori di recarsi ai loro posti di lavoro. Questo ha peggiorato le condizioni economiche del campo, ha portato alla caduta nella situazione sociale delle famiglie e  creato condizioni psicologiche gravi per i bambini.

 

 Una giovane donna del campo costruisce il centro, il suo nome era Amal (speranza). Questa ragazza fu uccisa durante l’Intifada e, cosi, il comitato delle donne del campo, in suo ricordo, ha deciso di chiamare il centro "Amal."

 Il centro, che all’inizio consisteva in un asilo nido e di una scuola materna, ha iniziato i lavori nel 1989 , l’idea del nido ha preso forza e radicamento per estendere l’attività del Centro ai soggetti compresi tra i sei (6) anni e i diciotto (18) anni come una allargamento delle attività del Centro per i giovani del campo.

Il lavoro di nido va dalle ore 8 del mattino fino alle ore 12. dalle ore 12 fino alle ore 19 le attività del Centro diventano integrali e comprendono i giovani del campo di tutte le fasce d’età.

(Traduzione dall’arabo a cura di Kutaiba – Torino)

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