Campagna europea per il boicottaggio di Alstom condanna partecipazioni ‘eticamente improprie’

Beirut – InfoPal. E' stato annunciato oggi, il lancio della Campagna europea per boicottare la società francese “Alstom” a causa della sua partecipazione alle operazioni di ebraicizzazione di al-Quds (Gerusalemme).

Lo slogan è “Karama”(dignità) e questa campagna giunge nello stesso periodo in cui “Alstom” è impegnata a concorrere alla gara d'appalto per i lavori del “treno dei due siti Sacri”, linea ferroviaria che dovrebbe collegare le città di Mecca a Medina, in Arabia Saudita.

Khaled at-Tura'ni, presidente della campagna ha spiegato ieri, in una conferenza stampa a Beirut “l'importanza di boicottare la Alstom per il suo coinvolgimento nelle operazioni di ebraicizzazione di Gerusalemme in violazione alle leggi internazionali e agli accordi sul diritto umanitario”.

“Con la costruzione della linea ferroviaria a Gerusalemme, Alstom partecipa direttamente alle operazioni di pulizia etnica che l'occupazione israeliana mette in atto nei confronti del popolo palestinese. L'operazione di boicottaggio deve iniziare proprio dal progetto di costruzione della linea ferroviaria tra Mecca e Medina”.

La campagna ha invitato il gruppo Al-Rajhi Holding (gruppo d'investimento saudita operativo in molti settori: banche islamiche, immobiliare, investimenti finanziari e grandi opere) alla guida di un gruppo di società tra le quali pure la Alstom, a rompere immediatamente i rapporto d'affari con la società francese, dando priorità a quelle compagnie che adottano l'etica richiesta dal progetto ferroviario in Arabia Saudita.

At-Tura'ni ha poi richiamato l'attenzione sul fatto che “il progetto sorgerà sul luogo più caro a un miliardo di musulmani” e ha chiesto di non sottovalutare i sentimenti della comunità musulmana profanando questi siti Sacri in direzione dei quali guarda la Qibla, direzione della preghiera (in origine diretta a Gerusalemme) per trarre profitto.

“Questo è inaccettabile per la comunità di palestinesi e arabi di fede islamica, senza dimenticare che, affianco dell'offesa al sentimento umano, quest'eventualità comporta anche violazioni alle leggi promulgate da Nazioni Unite e Lega Araba.

“Con l'avvicinarsi della data di assegnazione del progetto (per un volume d'affari di 12.5miliardi di dollari) siamo entrati nella fase più opportuna per agire e chiedere la fine della normalizzaizone dei rapporti con Israele. Fare pressioni e scoraggiare quanti compiono questi atti, umanamente ignobili”.

Le due società francesi “Veolia” e “Alstom” hanno realizzato la linea ferroviaria di Gerusalemme. I promotori di “Karama” intravedono nel progetto un collegamento con i piani di ebraicizzazione della città e con l'espansione degli insediamenti.

“Il progetto è diretto ad agevolare la proclamazione di Gerusalemme a capitale dello Stato di ebraico”.

“Infatti, – si afferma dalla campagna – il percorso del treno segue esattamente la linea degli insediamenti che circondano Gerusalemme Est, senza curarsi delle esigenze dei cittadini palestinesi, ma garantendo la comunicazione tra gli insediamenti sulla parte ovest della città Santa, quella occupata nel 1948, dove 36 villaggi palestinesi furono totalmente svuotati dei suoi residenti palestinesi e, poi rasi al suolo.

“Il progetto assicurerà Israele altra espansione sui Territori palestinesi occupati, specialmente su Gerusalemme e nel suo hinterland.
Secondo i piani di Israele, alla negazione dei servizi di cittadinanza, i palestinesi saranno espulsi dalla città Santa.

Il progetto ferroviario a Gerusalemme è dunque “una contravvenzione al diritto internazionale e i diritti dei palestinesi, poiché sarà realizzato in territorio palestinese, ma la sua rilevanza ora è data dalla sua funzionalità, ovvero servire gli insediamenti israeliani nella Gerusalemme occupata. E' una grave violazione del diritto internazionale e della Convenzione di Ginevra”.

“Detto ciò, si considerino le due società 'Veolia' e 'Alstom' direttamente coinvolte in questo progetto e quindi, analogamente partecipi nelle operazioni di pulizia etnica messe in atto da Israele contro i palestinesi a Gerusalemme. Esse sono da ritenersi coinvolte anche nella costruzione del Muro d'Apartheid, degli insediamenti e della rete di autostrade che collegano gli insediamenti della città Santa.
L'obiettivo è lo stesso: 'espropriare le terre e le proprietà dei palestinesi'”.

“Non è possibile scegliere una compagnia come la Alstom per collegare le due città Sante dell'Islam (Mecca e Medina) se questa società appoggia l'occupazione di uno Stato ai danni di un altro”.

La holding Al-Rajhi è in testa a un gruppo di imprese internazionali e ha vinto la gara per la costruzione della prima fase del progetto della linea ferroviaria ad alta velocità tra Mecca e Medina (via Jedda), mentre attende l'esito della gara d'appalto per la seconda fase di questa grande opera (480 km di linea ferroviaria).

Della holding fa parte anche la società francese “Alstom” e altre società francesi e internazionali. Nella gara per la seconda fase per la realizzazione della linea ferroviaria è rimasta Al-Rajhi insieme ad  Al-Shoula, altra holding che raggruppa 14 compagnie tra cui 12 spagnole e due saudite (Al-Shoula e Al-Rousan).

Nelle conclusini della conferenza stampa, si ribadiscono le violazioni che, partecipando in concorso con la Alstom, si compiranno a Gerusalemme e sui diritti del popolo palestinese.

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