Campagna internazionale per ‘contenere l’aggressione di Israele contro i palestinesi del 1948’.

Nazareth – Infopal. Il Comitato popolare per la Difesa della Libertà, emanazione dell'Alto comitato per gli affari degli arabi del ‘48, lancia una campagna locale e internazionale “per contenere l'aggressione di Israele e il suo apparato giudiziario terroristico usato contro gli arabi della Palestina occupata nel ‘48”.

Il Comitato, in un comunicato stampa, considera la condanna di shaykh Raed Salah (L'Ente Internazionale per la difesa di Gerusalemme: 'Il prossimo venerdì sia la Giornata di solidarietà con shaykh Raed Salah'.) una “chiara aggressione contro il popolo palestinese nei territori occupati nel 1948 e un'ulteriore conferma dell'utilizzo dell'apparato giudiziario come un’arma al servizio del terrorismo di Stato israeliano contro le masse del popolo palestinese occupato dal ‘48″.

Il Comitato afferma che “fin dall'inizio del procedimento giudiziario e fino alla pronuncia della condanna, il 13 gennaio 2010, il Comitato per la Difesa della Libertà ha seguito la vicenda sul campo e a livello politico, e ha deciso che il popolo palestinese non può aspettarsi giustizia dai tribunali israeliani“.

“Non sorprende la decisione di un tribunale illegittimo”, ma il Comitato invita comunque a non rassegnarsi, perciò ha chiesto una riunione d'urgenza del Comitato di sorveglianza sui diritti con la partecipazione di tutte le forze e le associazioni “per approvare un programma di lavoro e dare vita a una campagna locale e internazionale per contrastare il terrorismo dello Stato ebraico, i suoi crimini e l'aggressione del suo apparato giudiziario che legittima la persecuzione politica, l'occupazione e la tirannia”.

Il Comitato sottolinea infine che la maggior parte dei leader arabi della Palestina del ’48 e le associazioni nazionali “subiscono persecuzioni politiche che puntano a togliere loro legittimità, tuttavia la risposta del popolo palestinese continuerà, unitariamente, e non si farà scoraggiare né dalle forze di sicurezza né dal sistema giudiziario israeliano”.

 

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