Campo profughi palestinese di Khan al-Shih afflitto da grave crisi idrica

Damasco – PIC. Da oltre sette anni, una grave crisi idrica affligge il campo profughi palestinese di Khan al-Shih, nella regione di Damasco.

Un reporter di PIC ha sottolineato che i quartieri orientali del campo, dove le abitazioni ricevono acqua solo due volte alla settimana, sono i più colpiti.

Ha sottolineato come la crisi sia diventata più complicata a causa dei frequenti black-out di energia elettrica.

Abu Qassem, un rifugiato palestinese che vive nel campo di Khan al-Shih, ha dichiarato che a causa della disponibilità di elettricità per sole due o tre ore, è difficile far funzionare le pompe dell’acqua.

A causa dell’alta domanda di consumo d’acqua, i residenti sono sempre più preoccupati con l’avvicinarsi dell’estate.

Parlando con PIC, Abu Qassem si è riferito al prezzo per riempire i serbatoi dell’acqua come “irrazionale” e “inaccessibile”.

Riempire un serbatoio da 5 barili costa 15 mila sterline siriane. Ogni famiglia ha bisogno di almeno 5 barili, settimanalmente, durante l’estate, il che significa 60 mila sterline al mese, ha aggiunto.

Alcuni residenti stanno cercando di ottenere permessi per scavare pozzi d’acqua nel campo nel tentativo di alleviare la crisi, ma la maggior parte dei residenti non può farlo a causa delle difficoltà del processo di licenza.

Molte delle zone rurali di Damasco che circondano il campo di Khan al-Shih hanno iniziato a dipendere dai pozzi vicini, “ma questi sono spesso utilizzati per servire le fattorie e le fabbriche di persone ricche”.

I residenti della zona hanno fatto appelli disperati a organizzazioni di aiuto palestinesi e della società civile, per contribuire a risolvere la carenza di acqua nel campo attraverso l’installazione di un sistema di energia solare per alimentare le principali pompe d’acqua.

I residenti hanno espresso lamentele sul deterioramento delle strutture di servizio, come le reti idriche, elettriche e fognarie, nonché sui servizi sanitari ed educativi, di fronte alla totale indifferenza da parte dei comitati di servizio locali e dell’UNRWA.

Il campo di Khan al-Shih si trova accanto alle antiche omonime rovine, a 27 km a sud-ovest di Damasco.

Il campo di “Khan” storicamente è servito come rifugio notturno per le carovane commerciali lungo la strada tra Damasco ed il sud-ovest, e nel 1948 fornì riparo ai primi rifugiati in fuga dalla Palestina a seguito dei crimini sionisti commessi per aprire la strada all’espulsione del popolo palestinese dalle sue terre, per creare lo “Stato di Israele”.

Il campo venne istituito nel 1949 su un’area di 0,69 metri quadrati. Successivamente, anche i palestinesi che avevano trovato rifugio nelle Alture del Golan e che erano stati sfollati a seguito della guerra del 1967 e dell’occupazione delle alture da parte di Israele, si trasferirono nel campo.

Prima del conflitto in Siria, il campo ospitava oltre 20 mila rifugiati palestinesi. A causa dei combattimenti nelle fattorie vicine, la popolazione nel campo è scesa a circa 2 mila individui nel 2016. Da allora, i rifugiati hanno iniziato a tornare e, fino al 2022, un totale di 16 mila rifugiati palestinesi risiedono all’interno del campo.

Traduzione per InfoPal di F.L.