‘Cartoni in conflitto’, iniziativa di ‘riconciliazione’ proposta da Parents Circle’

Madrid – Imemc. La mostra “Cartoni in conflitto”, organizzata dall'associazione israelo-palestinese “Parents Circle-Families Forum” (Pcff), farà tappa in diverse città europee (Roma, Parigi e Berlino, solo per citarne alcune) e, attraverso le immagini e le arti grafiche, diffonderà le sofferenze delle due popolazioni coinvolte nel conflitto dell'occupazione in Palestina.

L'esibizione ha già fatto tappa a Tel Aviv, New York e Londra ed ora è a Madrid con l'esposizione di 50 dipinti di oltre 20 autori provenienti da ogni parte del mondo.

L'associazione, impegnata nella promozione del dialogo e della riconciliazione – in quanto coinvolge i familiari di vittime del conflitto -, fu fondata nel 1995, durante gli accordi di Oslo ed è costituita da 600 familiari di vittime israeliane e palestinesi.

La loro strategia è la certezza che la pace sia raggiungibile su impulso di chi è stato colpito in prima persona dal conflitto e non per mezzo dell'azione dell'establishment politico.

Nella mostra sono previsti interventi di alcuni testimoni, tra cui Siham Ikhalyel, una donna palestinese che ha perduto il fratello, freddato dai soldati israeliani ad un checkpoint militare presso Beit Ummar (al-Khalil/Hebron) e Robi Damelin, madre di una recluta israeliana uccisa da un militante di Fatah mentre era di pattuglia. Entrambe sono membri di Pcff.

Proprio Damelin ha affermato in conferenza stampa a Madrid: “Il conflitto è fondato sulla paura e sulla produzione di violenza. Se si chiede di fornire un parere ai ragazzi israeliani, si vedrà che gran parte di essi ammetterà di non conoscere personalmente un solo palestinese”.

Entrambe le donne hanno concluso l'inaugurazione di “Cartoni in conflitto” a Madrid manifestando la propria consapevolezza delle reciproche sofferenze ed entrambe hanno aggiunto: “Non c'è tempo per piangere, ma per agire. Se non seppelliremo le armi, saremo noi ad essere seppelliti”.

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