Cisgiordania: 3.000 palestinesi a rischio di espulsione

Gerusalemme – Infopal. Fonti della stampa israeliana hanno rivelato l’esistenza di un piano per annettere la cittadina di Bayt Iksa, a nord ovest di Gerusalemme, dopo averla isolata tramite il Muro di separazione costruito all'interno della Cisgiordania occupata. La notizia ha diffuso il panico tra la gente del luogo, che teme che un simile gesto possa rappresentare il preludio alla loro espulsione dalla cittadina.

Come ha riportato il quotidiano Haaretz, annettere Bayt Iksa sarebbe in realtà discordante con il parere del servizio di sicurezza Shabak e della polizia israeliana, poiché questi temono “che ciò possa consentire agli abitanti della cittadina di entrare in Israele liberamente e senza controllo, e che aumenti l’opportunità di sferrare attacchi o di contrabbandare armi”.

Insieme alle forze di sicurezza, è contraria all’annessione una delibera emanata a questo proposito dal governo israeliano nel 2006, la quale intendeva appunto impedire che 3000 palestinesi della Cisgiordania attraversassero il Muro e si trasferissero in Israele..

Tuttavia, prosegue Haaretz, “i funzionari del Ministero della Difesa israeliano hanno sostenuto che il muro attorno alla cittadina sarà temporaneo, anche se dovrebbe costare decine di milioni di Shekel”, ch equivalgono a milioni di euro.

Il governo Sharon aveva deciso d’inglobare la cittadina in territorio israeliano nel 2003, ma il successivo governo Olmert aveva posizionato il muro in modo da lasciare Bayt Iksa separata dai territori occupati nel 1948. Oggi, il Ministero della Difesa ha avviato la costruzione del tratto di muro a nord-ovest della cittadina, in modo da collegarlo in seguito al resto della barriera.

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