Cisgiordania: Corani incendiati, moschea in fiamme

Nablus. È successo nelle prime ore di stamattina: un gruppo di coloni, avvistato da alcuni testimoni, è entrato nella moschea del villaggio di al-Lubban ash-Sharqiyya (provincia di Nablus) e ha appiccato il fuoco al suo interno.

 

Il Capo del consiglio locale di al-Lubban, Jamal Daraghma, ha riferito che gli inquilini delle case adiacenti alla moschea hanno udito delle auto avvicinarsi all'edificio stamattina alle tre. Il gruppo di coloni che ne è sceso è stato quindi visto strappare le tende dei muri della moschea, impilare sul pavimento alcune copie del Corano e dare fuoco alla pila.

 

Al-Lubban è circondato da tre colonie ebraiche – Eli, Shilo e Ma'ale Levona – le quali, secondo Daraghma, hanno occupato più del 30% delle terre del villaggio, confiscato per espandere gli insediamenti.

 

Non appena il fuoco è stato acceso, i palestinesi hanno chiamato le squadre dei vigili del fuoco, che sono giunte a spegnere le fiamme. Le autorità hanno però constatato che la moschea è stata gravemente danneggiata, e sull'episodio è stata avviata un'inchiesta.

 

Le proteste dei palestinesi presso l'Amministrazione civile israeliana hanno avuto come risposta che il fuoco era stato probabilmente causato da un problema dell'elettricità, riportano i media israeliani.

 

L'imam della moschea, citato dal giornale israeliano Yedioth Ahronoth, ha però ribadito che gli abitanti di al-Lubban stanno “aspettando l'indagine della polizia palestinese, e anche l'arrivo del Waqf dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) e del Ministero della Religione”, ricordando d'altra parte i numerosi precedenti di ostilità dei coloni nei confronti del villaggio.

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