Cisgiordania: picchiato e arrestato il leader di un Comitato popolare

 

Imemc. In seguito agli arresti dei due minorenni Karim Saleh at-Tamimi e del fratello Islam, a finire in manette ieri sono stati anche Bassam Tamimi – leader del Comitato popolare del villaggio di an-Nabi Saleh contro il Muro e gli insediamenti – e due 15enni.

Bassam Tamimi è stato portato via dal villaggio (situato nei pressi di Ramallah) a mezzogiorno, e secondo alcuni testimoni oculari è stato picchiato durante l'arresto. Rilasciato un'ora più tardi, ha confermato le parole dei testimoni. Rimane ignoto dove si trovino i due ragazzi.

Karim at-Tamimi, 10 anni, era stato arrestato martedì e liberato sette ore più tardi, grazie all'intervento di uno studio legale.

Suo fratello Islam, 14 anni, era stato invece catturato domenica, nel corso di un raid condotto prima dell'alba, ed era stato interrogato per otto ore. Per lui si tratta della seconda cattura in tre settimane.

Durante le prime cinque ore d'interrogatorio, nelle quali aveva confessato di aver lanciato pietre durante la protesta settimanale contro il Muro di annessione, gli era stato negato il consiglio legale, e ai suoi genitori era stato proibito di vederlo nonostante fosse un loro diritto.

Islam è stato portato in tribunale ieri, mentre oggi vi sarà una seconda seduta, che seguirà la sua quarta notte in prigione.

Il villaggio di an-Nabi Saleh si è unito da un anno alle manifestazioni settimanali contro l'occupazione israeliana e la costruzione del Muro di annessione e delle colonie nella Cisgiordania occupata. L'avvenimento che ha dato il via le proteste è stato la confisca di una sorgente locale, 'Ayn al-Kus, da parte dei coloni del vicino insediamento di Halmish. Da allora, il piccolo centro è stato preso di mira tramite l'arresto regolare dei suoi abitanti e la violenta repressione delle dimostrazioni del venerdì, anche con l'impiego di proiettili da guerra.

Nella foto: manifestazione a an-Nabi Saleh 

 

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