CLP di Ramallah rinvia elezioni comunali a data da destinarsi.

Cisgiordania. Il Consiglio dei ministri della Cisgiordania ha deciso di rinviare le elezioni comunali, programmate per il 17 luglio, fino a nuovo avviso. Il Consiglio ha dichiarato che nei prossimi giorni sarà fissata una nuova data. 

Intanto, solo il 10 giugno era scaduto il termine per la presentazione delle candidature.

Bassam Salhi, segretario generale del partito Palestinian People Party, rifiuta il rinvio e ribadisce l’importanza di tenere le elezioni come prestabilito, il 17 luglio.

Il ministro per le Autorità locali ammette che il rinvio è una decisione incoraggiata da alcuni paesi arabi ed altri occidentali.

Stando alle sue affermazioni: “il rinvio vuole lasciare spazio politico agli sforzi internazionali per rompere l’assedio su Gaza e per lavorare al raggiungimento dell’unità nazionale.

Se si tenessero in questo periodo, le elezioni rischierebbero un allontanamento tra Cisgiordania e Striscia di Gaza”.

Il Ministro ha poi invitato tutti quei dipendenti che, per protesta alla decisione di rinvio, si sono licenziati, perché ritornino a lavoro.

Si tratta di impiegati del suo Ministero, personale della sicurezza ed altri dipendenti degli apparati governativi.

Hamas sostiene che le ragioni per il rinvio sono alla base delle divisioni interne a Fatah mentre, qualora tenute il 17 luglio, le elezioni avrebbero rappresentato una violazione agli sforzi per l'unità nazionale.

Fa sapere Fawzi Barhoum, portavoce di Hamas, che “Hamas non ha interferito o fatto richiesta di rinvio perché, elezioni o meno, non vi avrebbe preso parte e, tantomeno avrebbe riconosciuto la legittimità degli esiti.

Hamas sostiene che le elezioni si potranno tenere con la piena legittimità solo raggiunta l’unita e la riconciliazione nazionale”.

Mustafa Barghouthi, deputato e segretario generale di Iniziativa Nazionale Palestinese (Al-Mubadara) dichiara che il rinvio è anti democratico e che le giustificazioni date non reggono.

“Questa decisione mina i diritti di partecipazione al processi politico del popolo palestinese”.

Analogamente, il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (Fdlp), il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (Fplp) e numerosi candidati indipendenti hanno condannato la decisione di rinviare le elezioni.

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