Colonnello israeliano dichiara: ‘Hamas è estremista, ma Fatah non è meno pericolosa. I palestinesi stanno preparando una nuova Intifada’.

 

Durante un incontro con i corrispondenti dei giornali israeliani, un importante ufficiale dell’esercito israeliano ha dichiarato che “il movimento di Hamas è estremista ma che Al-Fatah non è meno pericolosa, perché sta pianificando le proprie attività con il libanese Hezbollah” e che “i palestinesi stanno preparando una nuova Intifada”. 

Il giornale Al-Sharq Al-Awsat ha riferito che l’ufficiale in questione è un colonnello e lavora nella direzione dell’esercito israeliano in Cisgiordania. “Il problema di Israele – ha spiegato il colonnello – non è solo Hamas, il movimento noto per il rifiuto a riconoscere Israele e per il suo estremismo in generale, ma anche il movimento di Al-Fatah, guidato dal presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Il capo moderato, detto con sarcasmo, non è meno pericoloso”. 

E ha aggiunto: “Al-Fatah è armato più di Hamas e contiene membri più addestrati. Di conseguenza è più pericolosa”, e ha sottolineato che “sono gli uomini di Al-Fatah che hanno combattuto e combattono i soldati israeliani, mentre quelli di Hamas non sono mai entrati in scontri ‘faccia a faccia’. Inoltre, sono i militanti di Al-Fatah ad aver rapporti con Hezbollah libanese, a organizzare i loro addestramenti, a garantire continua fornitura di armi. La maggior parte degli attivisti di Al-Fatah sono usciti dalle prigioni israeliane a seguito di scambi di prigionieri e sono tornati alle attività di lotta armata. Ciò significa che gli scambi non fanno bene a Israele”. 

L’ufficiale ha anche affermato che “non esiste, nell’Autorità palestinese, un titolo affidabile con cui si possa trovare un accordo o fidarsi”. E ha aggiunto che “tutte le dimostrazioni e le informazioni in possesso alle sue forze indicano che i palestinesi stanno pianificando una nuova Intifada armata in Cisgiordania contro Israele”. 

Il colonnello ha sottolineato inoltre che gli scontri tra le fazioni palestinesi sono pericolosi anche per Israele, perché “creano un clima pericoloso di disordine, che alla fine va contro gli interessi israeliani”.

Per quanto riguarda la “nuova Intifada”, ha dichiarato: “Esiste un forte aumento di tutte le attività armate dei palestinesi in Cisgiordania. Se non fosse stato presente l’esercito nell’area, con le operazioni di rastrellamento, di invasione e gli arresti effettuati dentro la Cisgiordania, gli israeliani avrebbero provato sulla loro pelle un ‘grande colpo’, al cui confronto, il lancio dei missili Al-Qassam da Gaza sarebbe sembrata una goccia nel mare”. 

E ha aggiunto: “Nel 2006, i palestinesi hanno attaccato l’esercito israeliano e i coloni in Cisgiordania 593 volte. Nell’ultimo anno sono state trovate 400 cariche esplosive pronte per l’uso (contro le 149 scoperte nel 2005). Sono state verificate 4089 operazioni di lancio di sassi (contro le 2440 dell’anno scorso)”. Ha rivelato inoltre che le sue forze hanno arrestato 4110 palestinesi nell’ultimo anno e 3604 in quello precedente; sono state sequestrate grandi quantità di armi: 53 fucili Kalashnikov, 30 fucili M16, 400 cariche esplosive, 12 cinture esplosive e 69 bombe. Sono state impedite 187 operazioni esplosive, e arrestati giovani che stavano pianificando attentati kamikaze”.

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