Commemorazione del 57° anniversario dall’occupazione di Gerusalemme mentre è in corso il genocidio a Gaza e aumentano le tensioni in Cisgiordania

Roma. Commemorazione del 57° anniversario dall’occupazione di Gerusalemme mentre è in corso il genocidio a Gaza e aumentano le tensioni in Cisgiordania.

Nel 57° anniversario dall’occupazione israeliana della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, la città si trova a dover fronteggiare una campagna sempre più intensa di ebraicizzazione e di insediamento coloniale. Questa commemorazione avviene in concomitanza col genocidio in corso nella Striscia di Gaza, ormai entrato nel suo nono mese, che ha provocato una devastante crisi umanitaria.

Ogni anno, i palestinesi celebrano il 5 giugno come anniversario della Naksa (sconfitta), un termine che si riferisce alla Guerra dei Sei Giorni del 1967 e alla successiva occupazione. La commemorazione di quest’anno è particolarmente drammatica a causa delle gravi ripercussioni causate dalla perdurante guerra a Gaza che ha causato oltre 117.000 vittime, tra morti e feriti, provocando lo sfollamento di circa 2 milioni di persone. Risultano inoltre scomparse oltre 10.000 persone, alcune migliaia sono tuttora detenute, e quasi il 70% degli edifici di Gaza sono stati distrutti.

In Cisgiordania e a Gerusalemme si è registrato un notevole aumento degli attacchi israeliani e delle attività di insediamento coloniale. Queste azioni sono accompagnate da tentativi sempre più numerosi volti alla giudaizzazione e dall’adozione di misure che mirano a far diminuire la presenza palestinese, modificando l’identità araba e islamica della città.

Le autorità israeliane hanno intensificato le loro attività per esercitare il controllo su Gerusalemme, tra cui le continue e quotidiane incursioni dei coloni nella moschea di Al-Aqsa, con l’obiettivo di imporre una divisione temporale e spaziale di questo luogo sacro.

Quest’anno, i “gruppi del tempio” stanno pianificando un assalto su larga scala alla moschea di Al-Aqsa in quello che definiscono il “Giorno di Gerusalemme”, con inviti ad innalzare la bandiera israeliana durante l’evento. Queste azioni evidenziano le ambizioni dei gruppi estremisti che vogliono monopolizzare la moschea esclusivamente per le osservanze religiose ebraiche, escludendo completamente i fedeli musulmani durante le festività israeliane ed ebraiche.

La marcia della bandiera israeliana dovrebbe iniziare alle 18:00 del 5 giugno, dal centro di Gerusalemme, per poi circondare le porte della Città Vecchia e quindi terminare in piazza Al-Buraq. Questa dimostrazione di fervore nazionalistico sottolinea un programma più ampio che vuole stabilire una presenza ebraica dominante nella città.

Oltre a queste tensioni, le autorità israeliane hanno anche chiesto che l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) sgomberi la propria sede nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est. Adducendo a pretesto l’uso non autorizzato del terreno, hanno chiesto un affitto arretrato pari a 27.125.280 shekel (circa 7,2 milioni di dollari), oltre ai contributi annuali per i diritti di uso.

Questa novità fa seguito alle recenti proteste della destra di governo che chiede la chiusura dell’UNRWA, e agli attacchi incendiari compiuti nei pressi della sede dell’agenzia. Inoltre, la Knesset israeliana ha presentato un progetto di legge per revocare i privilegi e l’immunità dell’UNRWA a seguito della massiccia campagna tesa a smantellare l’agenzia, sminuire il problema dei rifugiati e consolidare il controllo su Gerusalemme.

Europei per al-Quds, organizzazione che monitora le violazioni dei diritti umani, denuncia un aumento significativo degli abusi commessi contro la comunità palestinese. Queste violazioni includono aggressioni dirette contro singoli individui, tentativi di sfollare i residenti e attacchi alle libertà religiose, che colpiscono tutti i luoghi sacri, sia islamici che cristiani.

Il 5 giugno 1967 le forze israeliane completarono l’occupazione di Gerusalemme in due giorni, instaurando un controllo che persiste ancora oggi. Da quel momento, le politiche volte a modificare la demografia e la cultura della città sono continuate senza sosta, concretizzandosi nell’espansione degli insediamenti, nel cambio dei nomi delle strade e nella rimozione dei simboli dell’identità palestinese e araba.

In questo significativo anniversario, Europei per al-Quds ribadisce i seguenti punti:

Richiesta di porre fine all’occupazione: chiediamo la fine immediata dell’occupazione israeliana di Gerusalemme e di tutte le sue gravi azioni e violazioni praticate contro gli abitanti indigeni della città.

Responsabilità della comunità internazionale: esortiamo la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità visto che Gerusalemme è riconosciuta come territorio occupato sulla base dei diritti storici e delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Qualsiasi misura o pratica imposta dal potere militare non può alterare questo status.

Illegalità delle misure de facto: affermiamo l’illegalità di qualsiasi azione unilaterale messa in atto dalle autorità occupanti di Gerusalemme. Tutte le misure adottate dall’occupazione nel 1967 nella città di Gerusalemme non modificano il suo status di territorio occupato, secondo quanto stabilito dal diritto internazionale.

Solidarietà con i gerosolimitani: esprimiamo la nostra totale solidarietà con i residenti di Gerusalemme che stanno fronteggiando una delle più intense campagne di pulizia etnica dell’era moderna. Chiediamo alla comunità globale di sostenere e proteggere il loro diritto a rimanere nella loro terra ancestrale.

Condanna della guerra di Gaza: condanniamo fermamente la guerra genocida in corso nella Striscia di Gaza e chiediamo un cessate il fuoco immediato. È fondamentale impedire a Israele di portare avanti i suoi piani tesi ad annientare i 2,3 milioni di palestinesi di Gaza tramite le uccisioni, gli arresti e gli sfollamenti.

Sostegno all’UNRWA: rifiutiamo qualsiasi azione o decisione volta a porre fine alle operazioni dell’UNRWA a Gerusalemme e nei territori palestinesi. L’UNRWA rappresenta la questione dei rifugiati palestinesi e del loro diritto al ritorno, come garantito dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Mobilitazione del sostegno palestinese in Europa: chiediamo la continua mobilitazione del sostegno palestinese in tutta Europa utilizzando i canali popolari, politici, legali e mediatici, soprattutto in Italia, per sostenere la giusta causa palestinese, con un’attenzione particolare a Gerusalemme.

Ruolo dell’Unione Europea: esortiamo i paesi dell’UE ad adempiere alle proprie responsabilità obbligando lo stato occupante ad aderire al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, inclusa la Quarta Convenzione di Ginevra per la protezione dei civili. L’UE deve agire per fermare il terrorismo di stato contro i civili palestinesi a Gerusalemme, garantendo che possano celebrare i loro riti religiosi nelle moschee e nelle chiese e frenando la violenza dei coloni contro i palestinesi e le loro proprietà.

Organizzazione Europei per al-Quds
Roma
Contact number: +39 347760 4355