Commissione d’indagine ONU su genocidio a Gaza: nessuna collaborazione da Israele

Gaza.  I 17 membri della commissione d’inchiesta dell’ONU, inviata per indagare sulla recente guerra israeliana contro Gaza, hanno lasciato venerdì la regione dopo aver investigato sui devastanti effetti dell'operazione “Piombo Fuso”.

Il capo della commissione, Richard Goldstone, ha definito “deludente” la mancanza di cooperazione da parte d’Israele, negando però che un tale atteggiamento possa sminuire l’importanza dell’indagine. Goldstone ha affermato inoltre che la sua squadra si occuperà anche delle accuse di crimini di guerra rivolte da Israele ai combattenti palestinesi.

La commissione ha speso una settimana a Gaza, raccogliendo testimonianze ed osservando la distruzione causata dai bombardamenti israeliani. 

Goldstone ha rifiutato di rivelare informazioni riguardanti l’inchiesta, aggiungendo che il rapporto verrà reso pubblico nella prima settimana di settembre.

Il capo della commissione ha inoltre elogiato i palestinesi per l’“ammirevole” collaborazione offerta nel corso delle indagini, promettendo di farne menzione nel rapporto.

Isma‘il Haniyah, primo ministro del governo di Gaza, ha incontrato Goldstone la notte prima della partenza, spiegandogli che Israele non sta solo sbarrando la strada agli aiuti umanitari, ma sta anche bombardando le aree civili, uccidendo donne e bambini. Haniyya ha poi sostenuto che la guerra “ha umiliato la stessa umanità”, e ha chiesto di “inviare i criminali di guerra israeliani davanti alle corti internazionali per giudicare i loro crimini.”

Israele ha dunque rifiutato di collaborare con l’inchiesta dell’ONU, rivendicando la validità della sua, la quale “ha dimostrato che l’esercito israeliano ha agito in accordo coi principi internazionali.”

Goldstone, giudice ebreo di nazionalità sudafricana, ha ricevuto l’incarico di dirigere la commissione dal Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani.

La guerra su Gaza, durata dal 27 dicembre al 18 gennaio, ha ucciso oltre 1600 palestinesi, il 40% dei quali erano donne e bambini civili.  I bombardamenti hanno inoltre causato più di 6000 feriti, e hanno comportato la completa e/o parziale distruzione di migliaia di case e palazzi.

In aggiunta, l’esercito israeliano ha utilizzato bombe al fosforo bianco in aree densamente popolate, in aperta violazione della legge internazionale.

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